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GUIDA COMPILAZIONE PRATICA ENEA INFISSI 2018
Schede tecniche,Legislazione,Analisi risparmio ene

La "Dichiarazione Enea 2018 per gli interventi relativi alla sostituzione di finestre comprensive d'infissi"

 

Ossia:  Guida alla compilazione della pratica enea infissi 2018, 

( nota bene lo sgravio per l'anno 2018 è del  50 % nel 2017 era il 65%).



 

 Una volta registrati sul sito dell'enea vi troverete una serie di pagine da compilare.
Ritengo inutile dilungarsi su  punti di facile interpretazione  come destinatari, .....                                                             



            ....   indirizzo dell'immobile , informazioni personali ecc, basta inserire i dati richiesti.

Si consiglia di leggere il vademecum che chiarisce le caratteristiche tecniche degli infissi utilizzabili, importi massimi detraibili , chi può godere di questo beneficio fiscale, ecc  =>    vademecum ENEA


Quello che ritengo di maggiore importanza è analizzare le differenze fra il vecchio allegato F e il nuovo modulo enea 2018 per gli infissi

Ossia i seguenti punti:

1) C'è Obbligo APE??
2) Caratteristiche impianto di generazione
3) Caratteristiche impianto di distribuzione

4) Autocompilazione di tutti i campi, creazione pacchetto informativo e  invio all'Enea



 

1) obbligo APE

 La nuova versione del portale  Enea per l’ Ecobonus 2018 propone  un’unica scheda per tutti gli interventi che ricadono sotto il comma 345.


Viene indicato che per la presentazione della pratica infissi non c'è obbigo di Ape però bisogna considerare  gli obblighi di legge indicati nel Decreto dei  requisiti minimi del 26/6/2015 ossia se la ristrutturazione è  importante /di primo livello è obbigatorio fare l'ape!! 

 In altre parole non c'è obbligo di APE se presentate  una pratica per le finestre. PERO' il sistema controlla e in caso d'obbligo vi autodenuniciate con relative conseguenze sanzionatorie.

Per vedere se c'è effettivamente l'obbligo o no è molto semplice: Basta calcolare  la superficie disperdente  dell'immobile in questione  e controllare che l'area dei serramenti abbia un'incidenza minore del  25% di essa.

Esempio: abbiamo un monolocale di circa 15 mq con accesso da ballatoio. Vogliamo sostituire la porta, finestra e finestrella del bagno

Usando un software specifico, o calcolando a mano otterete che la superfice disperdente lorda è di 20.07 mq.





Se sommiamo le aree delle due finestre  e la porta d'ingresso  ricaviamo un  totale è 5.19mq (le dimensioni le trovate nelle bolle di trasporto o nelle schede tecniche )

L h area
0,8 0,8 0,64
1,2 1,5 1,8
1,1 2,5 2,75
     
    5,19


Quindi in questo caso dovremmo anche compilare la parte di modulo ENEA con le informazioni ricavate  dall'APE.

Il Valore ottenuto paria a 5.19 è maggiore di 5 ( 5 è si ottiene  calcolando il 25% dell'area disperdente) pertanto la semplice sostituzione degli infissi diventa una ristrutturazione di primo grado. con conseguente obbigo di APE.
!

 


N:B.
1) La superficie dispertente si calcola partendo dalla superfice netta calpestabile RISCALDATA.

2) L'area dell'appartamento NON  è la superficie disperdente

 

2) Caratteristiche impianto di generazione

Per gli interventi di riqualificazione  relativi ai serramenti rimane ancora possibile  inviare i dati in modo autonomo, senza obbligo di rivolgersi ad un tecnico abilitato.
 Bisogna però fornire  maggiori informazioni in merito all’impianto termico e al sistema di distribuzione ed emissione del calore.  Cose che prima venivano richieste solo ai tecnici per gli interventi di riqualificazione energetica.
 

Il rendimento di Generazione è fondamentale per il  calcolo dell'energia risparmiata.
Questa viene indicata  nella  riga " risparmio di energia primaria non rinnovabile"
pagina 5 del mdulo Enea
 



I Dati richiesti  si possono individuare facilmente.

Il primo passo è  definire quale fra le seguenti 5 tipologie di riscaldamento   è stata installata:

a) Autonomo



b)Centralizzato   



c) teleriscaldamento


In questi tre casi, che sono quelli più comuni, basta contattare Il C.I.T  ( il link è per la regione Piemonte e, chiaramente bisogna scegliere quello delle regione corretta)

Inserendo  il codice impianto  si possono scaricare tutte le informazioni necessarie (potenza, e rendimento)

d) Riscaldamento a pellet/legna



Consiglio di verificare  la normativa in particolar modo controllate  se la definizione di impianto   si può applicare nel vostro caso.

Per quanto riguarda i rendimenti di  generazione sovente non c'è libretto e pertanto l'unica soluzione è di trovare le caratteristiche tecniche sul sito del produttore. 

 
e) Pompe di calore

Le pompe di calore (PdC) sono apparecchiature che prelevano calore da un ambiente e, innalzandone la temperatura, lo rendono disponibile ad un ambiente più caldo. Ad esempio, per il riscaldamento invernale di un edificio, una pompa di calore opera sottraendo calore all’ambiente esterno, per fornirlo agli spazi interni, mantenendoli al caldo. Per far avvenire questo processo, opposto a quello spontaneo in cui il calore si trasferisce da un corpo più caldo a uno più freddo, le pompe di calore consumano una certa quantità di energia che può essere fornita, a seconda della tecnologia impiegata, sotto forma di energia elettrica oppure di gas. Esistono pompe di calore che prelevino calore dall’aria, dall’acqua o dal terreno. Tali soluzioni sono particolarmente indicate in abbinamento ad impianti radianti.
 
Lo scaldacqua a pompa di calore è un’ulteriore applicazione della pompa di calore elettrica, che consente di produrre ed accumulare l’acqua calda sanitaria in sostituzione dei comuni boiler elettrici. Alcune pompe di calore possono anche funzionare per il raffrescamento estivo degli ambienti e in questo caso vengono dette reversibili.
Anche in questo caso  difficilmente si trova un libretto e pertanto l'unica soluzione è di trovare le caratteristiche tecniche sul sito del produttore. 

3) Caratteristiche impianto di distribuzione

 

Gli impianti termici si possono distinguere in due grandi categorie in base al loro sistema di espansione:
 
Impianti a vaso aperto
Impianti a vaso chiuso
 
Impianti a vaso aperto
 
Un esempio di vaso espansione aperto installato in un impianto termico di un condominio. Puoi vedere il rubinetto di alimentazione proveniente dall'acquedotto, il tubo di carico verso l'impianto termico e il tubo di sfiato e quello del troppo pieno, in alto.

 vaso_aperto

Negli impianti a vaso aperto l'espansione del fluido termovettore (in genere acqua) avviene dentro vasche aperte opportunamente dimensionate, a contatto con l'atmosfera per mezzo di un tubo di sfiato.
 
Le vasche sono collegate alla caldaia tramite un tubo di carico e un tubo di sicurezza opportunamente dimensionati in base alla potenza della caldaia e che partono dalla caldaia e raggiungono il vaso di espansione collocato nel punto più in alto dell'impianto. Questi tubi devono essere liberi e non intercettabili da alcun tipo di valvola o rubinetto.
 
Dal vaso di espansione poi esce il tubo del troppo pieno, mentre affluisce il tubo di alimentazione proveniente dall'acquedotto mediante un rubinetto e una valvola a galleggiante che servono a integrare l'acqua nell'impianto che si perde per evaporazione.
Il vaso di espansione deve essere dimensionato dal termo tecnico in base alla capacità e dimensione dell'impianto termico in modo da assorbire gli aumenti di volume che subisce il fluido termico quando aumenta di temperatura. Se il vaso di espansione è mal dimensionato si possono avere fuoriuscite di acqua dal tubo del troppo pieno durante la fase di riscaldamento e conseguente reintegro di acqua dall'acquedotto durante la fase di raffreddamento.
Questi reintegri di acqua sono nocivi per l'impianto termico perché possono provocare incrostazioni e corrosioni oltre a costituire uno spreco di acqua e di calore.
Occorre quindi fare molta attenzione quando si fanno ridimensionamenti all'impianto termico come l'aggiunta di una caldaia o di elementi riscaldanti nelle stanze per avere più caldo. In questi casi bisogna verificare che il vaso di espansione sia adeguato alle nuove dimensioni dell'impianto e, se inadeguato, va sostituito con uno idoneo. Queste verifiche le deve fare il termo-tecnico che suggerirà all'impiantista i nuovi parametri di dimensionamento del vaso di espansione.
 
 

 
Impianti a vaso chiuso

vaso_chiuso

 

Vasi di espansione chiusi. Sono di tre tipi:
 
autopressurizzati. Dove la pressione nel recipiente è data dall'acqua contenuta nell'impianto che entrando nel recipiente comprime l'aria in esso contenuta fino al raggiungimento dell'equilibrio idrostatico.
pressurizzati. Nel vaso si pompa aria compressa fino a raggiungere l'equilibrio idrostatico
a membrana. Vengono precaricati in pressione per eguagliare o superare la pressione dell'impianto. Una membrana elastica separa l'acqua dal cuscino d'aria che si trova all'interno del vaso.
Nell'impianto termico a vaso chiuso, l'espansione dell'acqua avviene dentro dei recipienti ermeticamente chiusi e in pressione, collocati di solito nel locale dove si trova la caldaia. Questi recipienti sono collaudati per resistere alle temperature raggiunte dall'acqua calda e alle relative pressioni. Nel vaso chiuso a membrana c'è una membrana elastica che separa l'acqua dall'aria che fa da cuscino.
 
A impianto freddo la zona d'aria viene messa in pressione ad un valore tale da essere superiore alla pressione esistente nell'impianto termico per via del dislivello idrostatico. Quando l'acqua si scalda, si ha un aumento di volume dell'acqua che viene assorbito dal vaso di espansione comprimendo il cuscino d'aria in pressione, deformando la membrana elastica e aumentando il valore della pressione dell'aria.
 
Tutti i vasi chiusi devono essere collegati alla caldaia rispettando le stesse prescrizione di quelli aperti, cioè senza valvole di intercettazione. Inoltre occorre inserire una valvola di sicurezza omologata ISPESL che fa la stessa funzione del tubo di sicurezza negli impianti a vaso aperto.


 

 4) Autocompilazione di tutti i campi, creazione pacchetto informativo e  invio all'Enea

 ...troppo bello per essere vero
Sfortunatamente non hanno pensato ad un automatismo del genere.

Se pensate che questa pratica sia troppo complessa, troppo tecnica o semplicemente che  vi prenda troppo tempo   vi consiglierei di rivolgervi ad un tecnico specializzato nel settore.

Sono anni che esercito in questo settore e pertanto vi posso offrire tempistiche di disbrigo e costi altamente competitivi.
Qui sotto vedete il mio volantino. Se vi interessasse il mio intervento contattatemi (3313980370, mgiusio@gmail.com )









Colgo l'occasione per ricordarvi che bisogna creare una cartellina con i seguenti dati da consegnare in caso di controllo

1) Pratica ENEA compilata e firmata 

2)  ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID),
 
3) Schede tecniche dei materiali e dei componenti.
 
4) Fatture relative alle spese sostenute
 
5) Ricevute del bonifico bancario o postale









 


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La vostra certificazione energetica è corretta? Come Riconoscere un APE non a norma, non conforme o non veritiero?

 

Questa guida è stata creata per aiutarvi a capire se il vostro certificato energetico APE è stato fatto in modo accurato o se la classe energetica del vostro immobile è completamente sbagliata.

 La certificazione energetica, in parole molto semplici, è una pagella di casa vostra da un punto di vista energetico.

 La classe energetica che avete è il valore/ voto risultante di una procedura di valutazione che tiene in considerazione unna serie di parametri.

 Questa valutazione è stata fatta da una persona che dovrebbe essere un esperto nel settore ma errare humanum est quindi se avete dubbi confrontate i singoli valori del vostro certificato con quelli indicati nelle varie sezioni. Se anche solo uno dei parametri risultasse al di fuori dei limiti molto probabilmente la vostra certificazione non è corretta o è stata  mal redatta.  

 

EDIFICI NUOVI / RISTRUTTURAZIONI

Nel caso di nuove costruzioni o di riqualificazioni energetiche (che comprendano una ristrutturazione totale dell’edificio) la classe energetica non può essere inferiore alla C. Qualora si fosse nell’eventualità, ad esempio, di acquistare un edificio nuovo in classe D o peggiore (E, F e G) è bene fare presente al costruttore il non rispetto di una normativa vigente che potrebbe, in caso di controversie, portare a far rivalere l’acquirente sul venditore. Inoltre, il Comune di competenza, rispetto a tale situazione, sarebbe impossibilitato a rilasciare il certificato di agibilità.

 

EDIFICI ESISTENTI

Per svolgere la certificazione il professionista deve utilizzare un Software commerciale (caso previsto corpus normativo nazionale).Come è facile verificare, tutti i software di cui all’elenco pubblicato sul sito http://www.cti2000.it dispongono di una autorevole certificazione sulla correttezza dei dati prodotti sugli edifici testati.

 Quello che non garantiscono è il corretto utilizzo degli stessi.

 Questo è spesso riscontrato nei dialoghi telefonici tra certificatori e il numero verde.regionale, evidenziando che alcuni tecnici possiedono ottimi software ma non hanno mai letto le istruzioni “legali” per l’uso, ovvero le normative tecniche nazionali e le leggi e iprovvedimenti attuativi regionali.

 

Durante la procedura di caricamento dati le informazioni complessivamente richieste sono circa 135, pertanto ….selezionando a casaccio le risposte o immettendo dati senza senso si ricavano errori clamorosi.

 

Personalmente ho conosciuto “professionisti “ che non solo non hanno seguito nessun corso e che utilizzano segretarie, figli o chi disponibile a immettere i dati nel sistema di calcolo.

 

Di seguito si elencano i più comuni errori e inadempimenti normativi riscontrabili in un attestato di certificazione energetica.

Nota l’attestato di certificazione energetica ACE è stato sostituito dal D.Lgs. 63/2013 con l’attestato di prestazione energetica, APE pertanto quanto di seguito esposto vale per entrambi.)

 

DATI AMMINISTRATIVI

L’indicazione dei dati amministrativi (ad es. dati catastali, via e numero civico) deve essere rigorosamente esatta e riferita alla situazione aggiornata, da qui infatti originano spesso problemi di collegamento, in sede di allegazione al rogito notarile, all’unità immobiliare oggetto di transazione o riferimenti incoerenti con quelli oggetto del contratto di locazione.

Un’individuazione errata della particella, del subalterno, del civico possono rendere inutilizzabile un APE già consolidato e caricato a sistema.

NOTA: per controllare verificare con visura catastale.

  

  • VOLUMI E SUPERFICI

 

Volume lordo riscaldato

Su 107.000 ACE analizzati ( Analisi della regione Piemonte): 502 immobili descritti come “appartamento” presentano una volumetria lorda riscaldata superiore a 900 m3, di questi 61 sono superiori a 2.000 m3 e 12 “appartamenti” superano i 3.000 m3 .

 Superficie utile: 133 edifici hanno una Su maggiore di 300 m2 (tipologia “appartamento”), 96 dei quali superiori a 5.000 m2 e 7 superiori a 9.000 m2

  Superficie disperdente: (area verso esterno o locali non riscaldati)

11 edifici presentano una superficie disperdente uguale a zero.

 Risultano 2.424 immobili con superficie disperdente maggiore di 1.000 m2 di cui 33 immobili con superficie disperdente maggiore di 10.000 m2 .

 Altezza dei locali:

Dal rapporto (volume)/(superficie utile incrementata) risultano 15.506 immobili con altezza dei locali maggiore di 4 metri. Quelli con locali di altezza maggiore di 5 metri sono 2.029. Quelli con altezza maggiore di 10 metri sono 204. Risultano 255 immobili con altezza dei locali inferiore a 2 metri (tra cui uno alto 1,70 metri in classe A+).

 

NOTA: Se le varie dimensioni sono sbagliate  tutta la certificazione è fuorviata per verificare misurate il vostro appartamento ( solo la parte riscaldata.)

   

Trasmittanze muri (superfici opache)

 Su 107.000 ACE residenziali risultano:

525 immobili con trasmittanza superiore a 10 W/m2K (di cui  320 hanno valori superiore a 100.)

Nota: Una muratura di pietrame intonacata spessa 25 cm ha una trasmittanza di 3,55 W/m2K.

 516525 immobili con trasmittanza inferiore a 0,20 e 68 inferiore a 0,10 e 36 hanno una trasmittanza uguale a 0,00.

Nota la trasmittanza limite per una struttura opaca verticale in Piemonte è 0.27 ( valori applicabili dal 1 gennaio 2010)

 

SE LA TRASMITTANZA INDICATA, sul vostro APE,  E’ MAGGIORE DI 3.55 O MINORE DI 0.2 E’ MOLTO PROBABILMENTE SBAGLIATA

 

 

 

 

  • superfici trasparenti

 

 Risultano 492 immobili con trasmittanza superiore a 20 W/m2K di cui 313 maggiore di 50, 290 con trasmittanza maggiore di 100, 86 edifici con trasmittanza maggiore di 1.000 e 74 casi presentano una trasmittanza uguale a 0,00.

Nota una finestra con struttura in legno a vetro singolo spesso 3 mm ha una trasmittanza di circa 5 W/m2K.

Una finestra a vetro doppio costruita dal 2010 vendibile in Piemonte ha un valore di circa 1,6 W/m2K.

 SE LA TRASMITTANZA INDICATA E’ MAGGIORE DI  6.5 O MINORE DI  1. E’ MOLTO PROBABILMENTE SBAGLIATA

 

 

 

Riscaldamento impianti autonomi

 Nella casistica relativa agli impianti autonomi sono facilmente rilevabili un’altra serie di problematiche. In particolare Indicando una potenza non corretta si fornisce quindi un’informazione che incide sulla corretta valutazione della prestazione stagionale.

Su 107.000 ACE residenziali:

In 1.581 casi le potenze sono superiori a 1000 KW di cui 661 superiori a 10.000 KW.

 In un caso la potenza è 1.800.000.000. In 2.118 casi la potenza è zero.

 

Fonte energetica: In Piemonte sono stati redatti 10.882 attestati con nessuna indicazione circa la fonte energetica (10%!).

Nota per un appartamento standard, di circa 100 metri quadrati e discretamente isolato, ubicato in una regione italiana con condizioni climatiche miti; l’impianto a radiatori può avere un numero di 50 e 60 elementi e come generatore una caldaia a condensazione di 24 - 28 kW.

 

 

ALTRI ERRORI

         Totale mancanza delle prescrizioni tecniche volte a migliorare il rendimento energetico del complesso edificio-impianti;

        Omissione della dichiarazione di indipendenza del certificatore;

        Mancanza della ricevuta di deposito dell’APE agli Uffici tecnici preposti della Regione di pertinenza.

        Non fare il sopralluogo

Effettuare il sopralluogo, seppur non obbligatorio per legge, potrebbe essere necessario laddove i dati raccolti non sono qualitativamente sufficienti. La misura o la verifica delle superfici deve essere eseguita sull’edificio reale mediante sopralluogo del certificatore. È infatti impossibile rispettare le norme procedurali esplicitate nella DD 446 senza effettuare o verificare fisicamente le misure in loco.

 

Conclusioni

Se mi permettete un’analogia fare una certificazione energetica è come suonare il piano, chiunque può schiacciare dei tasti ma solo chi ha studiato ed si è esercitato per anni può suonare bene.

 

Per redigere una certificazione servono conoscenze tecniche specifiche e serve il sopralluogo.

 

Tuttavia chiunque può verificare se sono stati fatti degli errori grossolani. Se i vostri vicini sono stati certificati in classe C e voi in classe G c’è qualcosa che non quadra e consiglierei di verificare tutti i punti sopra descritti.

Magari è la certificazione dei vicini ad essere sbagliata!

 (Nota appartamenti posti sopra cantine o sotto sottotetti non riscaldati saranno chiaramente in classi inferiori ad appartamenti posizionati in piani intermedi).

 Se i valori della vostra certificazione sono all’interno dei vari range indicati è possibile che siano corretti e solo con il sopralluogo di un altro tecnico ( a pagamento !) si può avere una seconda opinione.

Vi ricordo che la procedura di certificazione energetica è soggetta ad interpretazioni dei valori identificati (trasmittanza di muri finestre ecc)durante il sopralluogo.

  

Volevo ricordarvi che i certificatori sono soggetti a controlli e possibili sanzioni:

“Salvo che il fatto costituisca reato, il certificatore che rilascia l'attestato di certificazione energetica non veritiero, è punito con la sanzione amministrativa pari al doppio della parcella vidimata dal competente ordine o collegio professionale e l'esclusione dall'elenco regionale dei certificatori. L'autorità che applica la sanzione ne dà comunicazione all'ordine o al collegio professionale competente, per i provvedimenti disciplinari conseguenti;

 

il certificatore che rilascia l'attestato di certificazione senza il rispetto dei criteri e delle metodologie previste dalla l.r. 13/2007 e s.m.i. (articolo 5), è punito con la sanzione amministrativa pari al valore della parcella vidimata dal competente ordine o collegio professionale;”

 

 

Giusio Michele

Certificatore energetico

 

 

Bibliografia:

http://www.studioninarello.it/certificazione-energetica/riconoscere-un-ace-non-a-norma

http://www.regione.piemonte.it/energia/dwd/certificazione/analisiErroriAceGuidaCompilazione.pdf

http://www.certificazione-energetica.com/news/sulla-certificazione-energetica-degli-edifici/

http://www.systemmind.com/circolari/2014/certificazioni-energetiche-tanti-gli-errori-commessi-dai-tecnici-ecco-come-procedere-in-maniera-corretta

http://www.sistemapiemonte.it/cms/privati/ambiente-e-energia/servizi/536-sicee-sistema-informativo-per-le-certificazioni-energetiche-degli-edificiIn costruzione
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