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Guida alle stufe elettriche 2017 2018
Schede tecniche e legislazione

Il riscaldamento elettrico  “portatile” Guida alle stufe elettriche 2017-2018

Sommario:

DIMENSIONAMENTO
RENDIMENTO.. 
TIPI di “stufe” elettriche. 
La stufa elettrica tradizionale. 
Il radiatore svedese. 
La stufa elettrica alogena. 
La stufa elettrica al quarzo. 
La stufa elettrica ad infrarossi 
condizionatori portatili  con pompa di calore. 
Considerazioni 
Conclusioni 7
 
Il riscaldamento elettrico  può non essere l’opzione ottimale  in termini economici, ma vi sono situazioni in cui non si ha scelta o lo si vuole utilizzare  per integrare l’impianto esistente.
La scelta oculata della stufa  può portare ad un notevole risparmio sia economico che energetico.
 
Ossia più risparmi più aiuti l’ambiente.

DIMENSIONAMENTO



Quando si acquista una stufa elettrica, occorre stimare quanto dev’essere potente per riscaldare l'ambiente nel quale ci serve, Ricordatevi  che le nostre pareti o infissi non sono dei perfetti isolanti termici, si ha una continua perdita di calore verso l’esterno. La diminuzione è tanto più veloce quanto maggiore è questa differenza di temperatura interno esterno  e tanto meno efficiente è il nostro involucro edilizio

Per effettuare il dimensionamento è necessario calcolare il totale dei metri cubi da scaldare, poi bisogna scegliere un coefficiente termico che indichi le calorie necessarie per metro cubo. Il coefficiente varia  fra i 20 kcal/mc e i  40 kcal/mc, (Si sceglie in funzione delle condizioni termiche dell’abitazione e del suo posizionamento geografico, ad esempio si può usare 40 per :  vecchia casa, non coibentata, esposta su più lati, in montagna )

Facciamo un  esempio: Per  calcolare il fabbisogno termico di una stanza in appartamento al secondo piano su cinque. Dimensioni : 4 metri per 4,soffitto alto 3 metri  in una città  della pianura padana, Isolamento termico medio.

Calcoleremo così il fabbisogno termico:
(superficie x h) x coefficiente termico = Kcal necessarie
(4x4 m x 3 m di altezza) x 25 Kcal/mq = Kcal 1200
Per trasformare questo valore in Kw utilizziamo la seguente formula:
Kcal/862 = kW   quindi 1440 Kcal/h/862 = 1.4 kW

N.B. questa metodologia di calcolo è estremamente semplificata per dimensionare in modo appropriato un impianto vi serve l’intervento di un ingegnere termotecnico o di un certificatore energetico.

Un altro metodo è quello di controllare la scheda tecnica della stufa. Lì, spesso,  vengono indicati il numero di metri quadri riscaldabili con quel prodotto. (Nota: anche quel calcolo è estremamente semplificato, come possono calcolare quanto calore vi serve se non sanno dove abitate? Pensate a che differenza fra una casa la mare e una in alta montagna.)

RENDIMENTO

Per scegliere una stufa elettrica occorre considerare, oltre alla spesa d’acquisto, anche i consumi.

A un estremo del campo dei rendimenti abbiamo la  stufa elettrica tradizionale  che converte integralmente l’energia elettrica in calore ossia per immettere 1 kWh termico (calore) necessita di 1 kWh elettrico.(costo circa 17-22 Cent per kW/h).

Nel mezzo abbiamo  le stufe elettriche a basso consumo (Alogene , al quarzo, Infrarossi svedesi ecc).

Al lato opposto abbiamo la pompa di calore che per produrre 1 kWh termico non necessita di 1 kWh elettrico ma molto meno.. Una buona pompa di calore riesce a immettere nell’ambiente da riscaldare anche il 350% dell’energia elettrica che consuma. Quindi per 1kWh termico sarà necessario consumare soltanto circa 0,3 kWh elettrici. (costo di soli 5-8 Cent/kWh) .

La POMPA DI CALORE in pratica permette di acquisire  calore dall’ambiente esterno per cederlo, durante il processo di riscaldamento all'ambiente in cui è installato.
Il processo  si basa su un fluido refrigerante, che attraversa la valvola di laminazione che  divide il liquido tra l'aria a bassa pressione. Questo flusso viene mandato nell’evaporatore che con l'aiuto di un apposito accumulatore comprime il gas innalzandone la sua temperatura. Il vapore caldo a questo punto giunge nel condensatore, liquefacendosi e rilasciando calore pronto a essere immerso nell'ambiente.
L’efficienza energetica ottenibile tipicamente è  pari a 3 volte di più rispetto a quella garantita da altri sistemi similari come stufette elettriche.
 

TIPI di “stufe” elettriche



In questo capitolo  analizzeremo le varie tipologie di stufette indicando la percentuale di rendimento ossia  quanta elettricità consumano in meno rispetto alla stufetta tradizionale  pur riuscendo a generare la stessa quantità di calore.


Nota ovviamente il risparmio teorico è un valore approssimativo, ogni macchina ha le sue caratteristiche tecniche , verificate accuratamente prima di acquistare.

La stufa elettrica tradizionale

  



Il calore, in questa tipologia di stufette, viene trasmesso all’ambiente per convezione, i conduttori vengono percorsi da corrente, si scaldano e, di conseguenza, aumentano la temperatura dell’ambiente in cui sono posizionati.  hanno il vantaggio di riscaldare in fretta l'ambiente. Inoltre, tendono a riscaldare molto solo le zone più vicine alla fonte di calore e l'aria calda tende a salire in alto, ( COSTO  variabile tra i 15 e 400 €  Consumano in genere tra gli 800 e i 3000 Watt)
 
Il radiatore svedese (stufa elettrica tradizionale a basso consumo)



 termoconvettore elettrico a basso consumo, costituito da un’innovativa resistenza ceramica contenuta all’interno di un dissipatore in alluminio all’interno del radiatore stesso. Per effetto camino l’aria calda sale all’interno del radiatore stesso ed esce nell’ambiente esterno aspirando aria fredda dal basso.
A differenza di tutti i prodotti sul mercato, l’elemento riscaldante all’interno ha una superficie di scambio fino a tre volte maggiore e funziona a bassa temperatura (massimo 80°).
( COSTO  variabile tra i 200 e 300 €  Consumano in genere tra gli 300 e i 1500 Watt riduzione dei costi di circa il 30-40% rispetto alla stufetta tradizionale)
 

La stufa elettrica alogena


 
Indicate per piccoli ambienti e distanze limitate a causa della loro capacità di riscaldamento non elevata,  funzionano grazie al calore emesso da 3 o 4 lampade alogene di 400-450 W di potenza ciascuna (di basso consumo energetico se confrontate con una lampada al quarzo o una resistenza elettrica classica), per una potenza massima assorbita che va da 1200 (3 lampade) a 1800 W (4 lampade da 450 W). Potendo scegliere di accendere solo una lampada da 450-450 W, il consumo di energia elettrica può essere mantenuto più basso rispetto alle stufe elettriche tradizionali, che consumano in genere minimo 1000 W. Inoltre riscaldano sia per irraggiamento che per convezione, garantendo un discreto tepore nelle immediate vicinanze consentendo minori consumi di energia elettrica perché non è più necessario riscaldare tutto il volume d’aria contenuto all’interno della stanza
 (COSTO range variabile tra i 20 e 300 € riduzione dei costi di circa il 40-45% rispetto alla stufetta tradizionale)

La stufa elettrica al quarzo 



 Le stufe elettriche al quarzo  sono dotate di due o tre lampade al quarzo, che scaldano come quelle alogene ma consumano di più. Il consumo medio delle stufe al quarzo è di 800 W, distribuiti su due livelli di calore, ma vi sono anche modelli più potenti, ad es. da 1.500 W, con più livelli di calore selezionabili attraverso pulsanti o manopole. Il riscaldamento avviene soprattutto per irraggiamento, ma anche per convezione, partendo dal basso verso l'alto. Sono adatte per riscaldare volumi fino a 20 mc, cioè per una stanza fino a 6 mq, o come integrazione ad altri sistemi di riscaldamento, magari poste vicino alle gambe. Si noti che le stufe al quarzo non sono dotate di termostato ambiente, per cui continuano a propagare calore indipendentemente dal raggiungimento della temperatura. Alcuni modelli hanno anche una ventola aggiuntiva posta dietro le resistenze al quarzo che spingono l'aria calda verso l'esterno garantendo una migliore distribuzione. 
(COSTO range variabile tra i 20 e 300 € riduzione dei costi di circa il 20% rispetto alla stufetta tradizionale)

La stufa elettrica ad infrarossi

 stufa_infrarossi_1
Le stufe a infrarossi emettono ben il 96% del calore - da confrontarsi con il 50% delle stufe elettriche tradizionali - sotto forma di radiazioni che attraversano l'aria senza smuoverla o riscaldarla, come avviene invece con i termosifoni. Perciò, si sente una piacevole sensazione di calore.
 Il riscaldamento a infrarossi può essere usato per una singola stanza o per l'intera casa. Infatti, i raggi infrarossi non creano problemi alla salute e sono un'ottimo sistema di riscaldamento autonomo.. Di modelli di stufe a infrarossi ne esistono moltissimi: da quelle attaccabili al muro come se fossero dei quadri, e che irradiano così uno o più stanze, alle stufe più grandi e portatili perché hanno le ruote. 
In genere con il riscaldamento ad infrarossi si consiglia di utilizzare tra i 50watt e i 100 watt di potenza per metro quadro(nel caso di ambiente ben isolato, il fabbisogno sarà più vicino ai 50 watt. Tipicamente una stufa ad infrarossi avente solo il 40% delle dimensioni di un radiatore  a convenzione tradizionale , ossia una stufa a convenzione da 1kw produrrà lo stesso livello di confort di un pannello radiante a infrarossi da 400 w
(COSTO range variabile tra i 20 e 300 € riduzione dei costi di circa il 50% rispetto alla stufetta tradizionale)
 

 Condizionatori portatili  con pompa di calore

 condizionatore

 
Sono modelli monoblocco  pensati per chi vuole un condizionatore dalle dimensioni piuttosto ridotte e semplici da spostare.
Producono sia aria calda che raffrescano l’ambiente d’estate
Se privo di tubo, il flessibile del condizionatore ha necessità di essere posizionato in prossimità di una finestra semi aperta che può essere facilmente isolata grazie ad appositi paraspifferi per evitare la dispersione termica       
                           .
Il rendimento di qualsiasi impianto di climatizzazione risulta inversamente proporzionale alla differenza di temperatura fra l'ambiente interno ed esterno: in altre parole, maggiore è il salto termico fra la fonte di calore e l'ambiente in cui il calore deve essere trasportato e minore è il rendimento del sistema. Per tale motivo, le pompe di calore che usano sorgenti a temperature relativamente costanti (è il caso delle pompe di calore geotermiche, che sfruttano i circa 10 °C di temperatura del terreno, quasi costanti durante l'anno) sono in genere più efficienti rispetto alle pompe di calore che usano sorgenti di temperatura estremamente variabile, come l'aria (tuttavia temperature esterne inferiori allo zero in Italia si verificano per brevi periodi all'anno, per cui il calo di rendimento è compensato dall'aumento dello stesso nella mezza stagione).

IL COP DELLE POMPE DI CALORE ELETTRICHE    ( rendimento)

Le pompe di calore elettriche hanno un COP i cui valori sono compresi grosso modo fra 3 e 5. Ad es., un COP pari a 3,5 significa che per ogni kWh elettrico consumato dalla macchina per riscaldare ottengo 3,5 kWh termici).

 ( il costo energetico mensile di un condizionatore di classe A si aggira mediamente sui €15 mensili, range prezzo da 400 euro a 1000 euro)
 
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Considerazioni

  • Indipendentemente dal modello scelto, le stufe tendono a essere piuttosto esigenti in termini di richiesta energetica, perciò scegliete un apparecchio “intelligente” che permetta di evitare sprechi. (ad es uno dotato di termostato.)
  •  Qualora si decida di collocarli in bagno o comunque in un ambiente dove potrebbero venire a contatto con l’acqua, è meglio optare per un prodotto realizzato seguendo i dettami dello standard IP, ovvero quello che indica il livello di protezione da schizzi o contatto con i liquidi.
  • Ricordiamo che il bonus elettrodomestici (50%)spetta ai soli contribuenti che acquistano nuovi arredi ed elettrodomestici a seguito di lavori di ristrutturazione edlizia iniziati dal 1° gennaio 2016 in poi, per i quali spetta una detrazione Irpef pari al 50% sugli acquisiti di cucine, forni, frigoriferi, lavastoviglie, ecc. purché efficienti energicamente e di classe superiore alla A+ mentre per i forni basta la classe A e pompe di calore.
In linea generale sono tutti elettrodomestici bianchi, e quindi detraibili, gli apparecchi inclusi nella lista dell’allegato alla direttiva 2002/95/CE sui RAEE, recepita nell’ordinamento italiano con il d.lgs. 151/2005:
– Stufe elettriche
– Piastre riscaldanti elettriche
– Apparecchi elettrici di riscaldamento
– Radiatori elettrici
– Altri grandi elettrodomestici utilizzati per riscaldare stanze, letti e mobili per sedersi
– Ventilatori elettrici
– Apparecchi per il condizionamento
– Altre apparecchiature per la ventilazione, l’estrazione d’aria e il condizionamento
 

Conclusioni

 
Per scegliere la stufa migliore bisogna:
  1. Stimare quanto dev’essere potente  per riscaldare l'ambiente nel quale ci serve.
  2. Quanto spesso la dobbiamo utilizzare
  3. Il costo dell’acquisto e utilizzo

 
 
Ritornando al nostro esempio (di pag 1) in cui  volevamo scaldare una stanza di 16 mq. Avevamo calcolato che ci serviva 1.4 kWh termici (calore) per ora.

Ho fatto una semplice ricerca su internet ( siti di confronto prezzi ) scegliendo modelli economici ma funzionali  che avessero una potenza almeno pari a quella calcolata, uno per ogni tipologia  che abbiamo visto prima. I prezzi variano fra 20 e 600 euro.

Ipotizziamo che riscalderemo  6 ore al giorno, per 120 giorni (120 giorni=4 mesi circa)
Quindi  ci serviranno 8568 kW  termici  (1.4x 6x120=8568 kW anno)

Quindi dobbiamo considerare il costo d’acquisto e quanto ci costerà in corrente elettrica ( per l’esempio ho fissato il costo di un kW di corrente elettrica pari a 0.18 euro)
Per avere una distribuzione più uniforme del calore in alcuni casi ho previsto di comperare 2 stufette ( solo per quelle più piccole ed economiche)

 tabella_3




Se confrontiamo i costi in un anno  ( acquisto della stufa  più la bolletta per la corrente) l’opzione migliore è senz’altro la stufa ad infrarossi.
Costa relativamente poco e hai dei buoni rendimenti ,confrontandola con la stufetta tradizionale, spendendo  45 euro in più ne risparmiamo quasi 800!!
Però se consideriamo il nostro investimento su un periodo di 5 anni l’opzione migliore è senz’altro il condizionatore, Risparmieremmo 5000 euro!!
Quello che sicuramente emerge da quest’analisi è che il riscaldamento elettrico, almeno al momento, non è la metodologia più economica per riscaldarsi a meno di non installare un impianto fotovoltaico .
Ricordati:  più risparmi più aiuti l’ambiente
 
 




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La vostra certificazione energetica è corretta? Come Riconoscere un APE non a norma, non conforme o non veritiero?

 

Questa guida è stata creata per aiutarvi a capire se il vostro certificato energetico APE è stato fatto in modo accurato o se la classe energetica del vostro immobile è completamente sbagliata.

 La certificazione energetica, in parole molto semplici, è una pagella di casa vostra da un punto di vista energetico.

 La classe energetica che avete è il valore/ voto risultante di una procedura di valutazione che tiene in considerazione unna serie di parametri.

 Questa valutazione è stata fatta da una persona che dovrebbe essere un esperto nel settore ma errare humanum est quindi se avete dubbi confrontate i singoli valori del vostro certificato con quelli indicati nelle varie sezioni. Se anche solo uno dei parametri risultasse al di fuori dei limiti molto probabilmente la vostra certificazione non è corretta o è stata  mal redatta.  

 

EDIFICI NUOVI / RISTRUTTURAZIONI

Nel caso di nuove costruzioni o di riqualificazioni energetiche (che comprendano una ristrutturazione totale dell’edificio) la classe energetica non può essere inferiore alla C. Qualora si fosse nell’eventualità, ad esempio, di acquistare un edificio nuovo in classe D o peggiore (E, F e G) è bene fare presente al costruttore il non rispetto di una normativa vigente che potrebbe, in caso di controversie, portare a far rivalere l’acquirente sul venditore. Inoltre, il Comune di competenza, rispetto a tale situazione, sarebbe impossibilitato a rilasciare il certificato di agibilità.

 

EDIFICI ESISTENTI

Per svolgere la certificazione il professionista deve utilizzare un Software commerciale (caso previsto corpus normativo nazionale).Come è facile verificare, tutti i software di cui all’elenco pubblicato sul sito http://www.cti2000.it dispongono di una autorevole certificazione sulla correttezza dei dati prodotti sugli edifici testati.

 Quello che non garantiscono è il corretto utilizzo degli stessi.

 Questo è spesso riscontrato nei dialoghi telefonici tra certificatori e il numero verde.regionale, evidenziando che alcuni tecnici possiedono ottimi software ma non hanno mai letto le istruzioni “legali” per l’uso, ovvero le normative tecniche nazionali e le leggi e iprovvedimenti attuativi regionali.

 

Durante la procedura di caricamento dati le informazioni complessivamente richieste sono circa 135, pertanto ….selezionando a casaccio le risposte o immettendo dati senza senso si ricavano errori clamorosi.

 

Personalmente ho conosciuto “professionisti “ che non solo non hanno seguito nessun corso e che utilizzano segretarie, figli o chi disponibile a immettere i dati nel sistema di calcolo.

 

Di seguito si elencano i più comuni errori e inadempimenti normativi riscontrabili in un attestato di certificazione energetica.

Nota l’attestato di certificazione energetica ACE è stato sostituito dal D.Lgs. 63/2013 con l’attestato di prestazione energetica, APE pertanto quanto di seguito esposto vale per entrambi.)

 

DATI AMMINISTRATIVI

L’indicazione dei dati amministrativi (ad es. dati catastali, via e numero civico) deve essere rigorosamente esatta e riferita alla situazione aggiornata, da qui infatti originano spesso problemi di collegamento, in sede di allegazione al rogito notarile, all’unità immobiliare oggetto di transazione o riferimenti incoerenti con quelli oggetto del contratto di locazione.

Un’individuazione errata della particella, del subalterno, del civico possono rendere inutilizzabile un APE già consolidato e caricato a sistema.

NOTA: per controllare verificare con visura catastale.

  

  • VOLUMI E SUPERFICI

 

Volume lordo riscaldato

Su 107.000 ACE analizzati ( Analisi della regione Piemonte): 502 immobili descritti come “appartamento” presentano una volumetria lorda riscaldata superiore a 900 m3, di questi 61 sono superiori a 2.000 m3 e 12 “appartamenti” superano i 3.000 m3 .

 Superficie utile: 133 edifici hanno una Su maggiore di 300 m2 (tipologia “appartamento”), 96 dei quali superiori a 5.000 m2 e 7 superiori a 9.000 m2

  Superficie disperdente: (area verso esterno o locali non riscaldati)

11 edifici presentano una superficie disperdente uguale a zero.

 Risultano 2.424 immobili con superficie disperdente maggiore di 1.000 m2 di cui 33 immobili con superficie disperdente maggiore di 10.000 m2 .

 Altezza dei locali:

Dal rapporto (volume)/(superficie utile incrementata) risultano 15.506 immobili con altezza dei locali maggiore di 4 metri. Quelli con locali di altezza maggiore di 5 metri sono 2.029. Quelli con altezza maggiore di 10 metri sono 204. Risultano 255 immobili con altezza dei locali inferiore a 2 metri (tra cui uno alto 1,70 metri in classe A+).

 

NOTA: Se le varie dimensioni sono sbagliate  tutta la certificazione è fuorviata per verificare misurate il vostro appartamento ( solo la parte riscaldata.)

   

Trasmittanze muri (superfici opache)

 Su 107.000 ACE residenziali risultano:

525 immobili con trasmittanza superiore a 10 W/m2K (di cui  320 hanno valori superiore a 100.)

Nota: Una muratura di pietrame intonacata spessa 25 cm ha una trasmittanza di 3,55 W/m2K.

 516525 immobili con trasmittanza inferiore a 0,20 e 68 inferiore a 0,10 e 36 hanno una trasmittanza uguale a 0,00.

Nota la trasmittanza limite per una struttura opaca verticale in Piemonte è 0.27 ( valori applicabili dal 1 gennaio 2010)

 

SE LA TRASMITTANZA INDICATA, sul vostro APE,  E’ MAGGIORE DI 3.55 O MINORE DI 0.2 E’ MOLTO PROBABILMENTE SBAGLIATA

 

 

 

 

  • superfici trasparenti

 

 Risultano 492 immobili con trasmittanza superiore a 20 W/m2K di cui 313 maggiore di 50, 290 con trasmittanza maggiore di 100, 86 edifici con trasmittanza maggiore di 1.000 e 74 casi presentano una trasmittanza uguale a 0,00.

Nota una finestra con struttura in legno a vetro singolo spesso 3 mm ha una trasmittanza di circa 5 W/m2K.

Una finestra a vetro doppio costruita dal 2010 vendibile in Piemonte ha un valore di circa 1,6 W/m2K.

 SE LA TRASMITTANZA INDICATA E’ MAGGIORE DI  6.5 O MINORE DI  1. E’ MOLTO PROBABILMENTE SBAGLIATA

 

 

 

Riscaldamento impianti autonomi

 Nella casistica relativa agli impianti autonomi sono facilmente rilevabili un’altra serie di problematiche. In particolare Indicando una potenza non corretta si fornisce quindi un’informazione che incide sulla corretta valutazione della prestazione stagionale.

Su 107.000 ACE residenziali:

In 1.581 casi le potenze sono superiori a 1000 KW di cui 661 superiori a 10.000 KW.

 In un caso la potenza è 1.800.000.000. In 2.118 casi la potenza è zero.

 

Fonte energetica: In Piemonte sono stati redatti 10.882 attestati con nessuna indicazione circa la fonte energetica (10%!).

Nota per un appartamento standard, di circa 100 metri quadrati e discretamente isolato, ubicato in una regione italiana con condizioni climatiche miti; l’impianto a radiatori può avere un numero di 50 e 60 elementi e come generatore una caldaia a condensazione di 24 - 28 kW.

 

 

ALTRI ERRORI

         Totale mancanza delle prescrizioni tecniche volte a migliorare il rendimento energetico del complesso edificio-impianti;

        Omissione della dichiarazione di indipendenza del certificatore;

        Mancanza della ricevuta di deposito dell’APE agli Uffici tecnici preposti della Regione di pertinenza.

        Non fare il sopralluogo

Effettuare il sopralluogo, seppur non obbligatorio per legge, potrebbe essere necessario laddove i dati raccolti non sono qualitativamente sufficienti. La misura o la verifica delle superfici deve essere eseguita sull’edificio reale mediante sopralluogo del certificatore. È infatti impossibile rispettare le norme procedurali esplicitate nella DD 446 senza effettuare o verificare fisicamente le misure in loco.

 

Conclusioni

Se mi permettete un’analogia fare una certificazione energetica è come suonare il piano, chiunque può schiacciare dei tasti ma solo chi ha studiato ed si è esercitato per anni può suonare bene.

 

Per redigere una certificazione servono conoscenze tecniche specifiche e serve il sopralluogo.

 

Tuttavia chiunque può verificare se sono stati fatti degli errori grossolani. Se i vostri vicini sono stati certificati in classe C e voi in classe G c’è qualcosa che non quadra e consiglierei di verificare tutti i punti sopra descritti.

Magari è la certificazione dei vicini ad essere sbagliata!

 (Nota appartamenti posti sopra cantine o sotto sottotetti non riscaldati saranno chiaramente in classi inferiori ad appartamenti posizionati in piani intermedi).

 Se i valori della vostra certificazione sono all’interno dei vari range indicati è possibile che siano corretti e solo con il sopralluogo di un altro tecnico ( a pagamento !) si può avere una seconda opinione.

Vi ricordo che la procedura di certificazione energetica è soggetta ad interpretazioni dei valori identificati (trasmittanza di muri finestre ecc)durante il sopralluogo.

  

Volevo ricordarvi che i certificatori sono soggetti a controlli e possibili sanzioni:

“Salvo che il fatto costituisca reato, il certificatore che rilascia l'attestato di certificazione energetica non veritiero, è punito con la sanzione amministrativa pari al doppio della parcella vidimata dal competente ordine o collegio professionale e l'esclusione dall'elenco regionale dei certificatori. L'autorità che applica la sanzione ne dà comunicazione all'ordine o al collegio professionale competente, per i provvedimenti disciplinari conseguenti;

 

il certificatore che rilascia l'attestato di certificazione senza il rispetto dei criteri e delle metodologie previste dalla l.r. 13/2007 e s.m.i. (articolo 5), è punito con la sanzione amministrativa pari al valore della parcella vidimata dal competente ordine o collegio professionale;”

 

 

Giusio Michele

Certificatore energetico

 

 

Bibliografia:

http://www.studioninarello.it/certificazione-energetica/riconoscere-un-ace-non-a-norma

http://www.regione.piemonte.it/energia/dwd/certificazione/analisiErroriAceGuidaCompilazione.pdf

http://www.certificazione-energetica.com/news/sulla-certificazione-energetica-degli-edifici/

http://www.systemmind.com/circolari/2014/certificazioni-energetiche-tanti-gli-errori-commessi-dai-tecnici-ecco-come-procedere-in-maniera-corretta

http://www.sistemapiemonte.it/cms/privati/ambiente-e-energia/servizi/536-sicee-sistema-informativo-per-le-certificazioni-energetiche-degli-edificiIn costruzione
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