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Articoli  in questa Pagina:


 

1 )Documenti divorzio: serve anche la certificazione energetica

2) CLIMATIZZAZIONE INVERNALE & ESTIVA 

 2.1) IMPIANTO TERMICO  DEFINIZIONI
 2.2) CONTROLLO E MANUTENZIONE AI FINI DELLA SICUREZZA
 2.3) LIBRETTO D’ IMPIANTO
 2.4) TRATTAMENTO DELL’ACQUA DI RAFFREDDAMENTO IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE ESTIVA
 2.5) CONTROLLI DI EFFICIENZA ENERGETICA
AGGIORNATE        SANZIONI  legge regionale 16/2017 all'articolo 78 

3) Come si calcolano le prestazioni degli isolanti termoriflettenti?

4)  Il riscaldamento elettrico  “portatile” Guida alle stufe elettriche 2017-2018

5)  Bonus ristrutturazioni 2018: lista di tutti gli interventi ammessi alla detrazione

 

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1)  Documenti divorzio : serve anche la certificazione energetica.

 

Grazie al decreto legge 132/2014 si parla ormai sempre più spesso di divorzio breve con costi sempre più contenuti ( da 16 euro!!) Vogliamo ricordare che in caso di scrittura privata per divisioni patrimoniali ,  (vedasi sotto) è necessario presentare anche la certificazione energetica  in quanto L’immobile deve essere dotato di attestato nei seguenti casi:

- edifici di nuova costruzione o edifici sottoposti a ristrutturazione importante all’atto di chiusura dei lavori

- compravendita di edifici, appartamenti o quote degli stessi;

- locazione di intero immobile o singole unità immobiliari;

- annunci immobiliari (compravendita e locazione).

L’obbligo di dotazione si estende inoltre ai seguenti casi: permuta, transazione, datio insolutum, conferimenti in società, assegnazione ai soci, cessione di azienda nel cui patrimonio sono compresi immobili

(tratto da :http://www.sistemapiemonte.it/ris/ambiente/sicee/dwd/20151005_revisione_generale_FAQ_APE_rev5.pdf)

….“Per istruire una pratica di separazione o divorzio sono necessari alcuni documenti, che possono essere prodotti dai coniugi direttamente o dagli avvocati per loro conto. Per divorziare non è necessario infatti rivolgersi a uno studio legale, ma sicuramente è consigliabile viste le procedure burocratiche e le implicazioni psicologiche che potrebbero rendere davvero ardua l’impresa ai diretti interessati.

Grazie al decreto legge 132/2014 per la riforma del processo civile si parla ormai sempre più spesso di divorzio breve, perché il procedimento dovrebbe essere ridotto e semplificato. Quando la legge diverrà effettiva la coppia che non ha figli ed è d’accordo potrà separarsi in trenta giorni con un costo davvero esiguo: sarà sufficiente presentarsi davanti al Sindaco del comune di residenza di uno dei due coniugi muniti di una dichiarazione della volontà di separarsi con indicazione delle condizioni concordate. Il documento potrà essere scritto anche direttamente dagli interessati senza alcuna spesa aggiuntiva e sarà firmato davanti al Sindaco che convocherà la coppia dopo un mese. Se i due non dovessero presentarsi la richiesta si annullerà automaticamente e i coniugi resteranno sposati a tutti gli effetti. Se invece dovessero presentarsi si confermerà l’atto e il divorzio sarà effettivo dopo circa tre anni. Per divisioni patrimoniali è opportuno però comporre una scrittura privata presso uno studio legale, come anche in caso di figli, trasferimenti immobiliari, beni coniugali e assegni. Nel caso di divorzio non consensuale la situazione sarà un po’ più complicata: il ricorso al tribunale sarà necessario per mediare le posizioni dei coniugi.”    

(Tratto da http://www.unadonna.it/emozioni/documenti-divorzio-ecco-il-necessario/155963)......

 …..“Senza figli, si divorzia e ci si separa in 30 giorni. Costo: 16 euro


Se l'accordo viene stilato senza l'aiuto di un legale, l'intera procedura costa solo 16 euro, corrispondenti ai diritti di pubblicazione di matrimonio, e richiede un'attesa di 30 giorni. Fermo restando che devono intercorrere 3 anni tra la separazione e il divorzio…. Tempi e costi.
Quando i coniugi non hanno figli e sono d'accordo nel dividersi, la procedura diventa molto facile ed economica. Grazie al nuovo decreto legge, basterà presentarsi dal Sindaco del comune di residenza di uno dei due. Marito e moglie dovranno fornire un documento in cui dichiarino di volersi dividere alle condizioni elencate, per la cui stesura ci si può far aiutare da un avvocato, ma è facoltativo. I due coniugi devono firmare accordo e dichiarazione davanti al sindaco, che li invita a ripresentarsi dopo 30 giorni per confermare la scelta. Se non dovessero tornare, restano a ogni effetto marito e moglie.


Con figli e patrimonio da dividere serve l'avvocato ma non il tribunaleCosto: da 43 euro

Se ci sono figli, trasferimenti immobiliari, assegni e case coniugali serve l'avvocato. La novità è che non sarà necessario finire in tribunale, ma si risolverà tutto nello studio del legale. "Con un mero controllo da parte della Procura della Repubblica che potrà trasmettere gli atti al Tribunale se l'accordo conterrà clausole strane o contrarie ai diritti e agli interessi dei figli, siano essi minorenni, portatori di handicap o maggiorenni non ancora autosufficienti dal punto di vista economico. In tal caso il Tribunale convocherà la coppia davanti a sé come è sempre stato e saranno rimesse in discussione alcune delle clausole che non appaiono congrue" spiega il presidente degli avvocati matrimonialisti.

Tempi e costi. Le separazioni consensuali convengono. Per questo, secondo l'Istat, sono scelte dall'85% delle coppie. Chi si separa consensualmente, e presenta personalmente il ricorso, spende solo 43 euro. Se si vuole un avvocato, si può risparmiare scegliendone uno anziché due, ma bisogna separarsi consensualmente. In questo caso la spesa può aggirarsi intorno ai 2000 euro. Ma attenzione: nei divorzi, anche consensuali, sono obbligatori due avvocati. Se prima del decreto legge dividersi in modo consensuale richiedeva in media 100 giorni, contro i 675 delle divisioni giudiziali, da adesso in poi i tempi potrebbero allungarsi per chi si divide dall'avvocato. Questo infatti, nelle separazioni di coppie con figli e in certi casi anche di quelle senza figli, deve aspettare il nullaosta del Pm. Ma non è indicata una scadenza entro la quale debba arrivare.  ….
 

Senza accordo si finisce davanti al giudiceCosto: da 98 euro
Se i coniugi non condividono la decisione di separarsi o non sono d'accordo sulle condizioni, dovranno vedersela in tribunale, secondo le regole già in vigore per la separazione e il divorzio giudiziale.
Tempi e costi. Dividersi senza accordo può costare caro: oltre al contributo unificato di 98 euro, anche le parcelle degli avvocati, che possono raggiungere persino i 10000 euro quando l'accordo non si trova. Inoltre il coniuge cui venga addebitata la separazione dovrà pagare, oltre al suo avvocato, anche quello dell'ex, sia nei processi per la separazione che per il divorzio.” ………….


(tratto da http://d.repubblica.it/famiglia/2014/11/11/news/divorzio_separazione_coppia_senza_figli_decreto_legge-2369940 )
 

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2) CLIMATIZZAZIONE INVERNALE & ESTIVA 

AGGIORNATA SANZIONI  legge regionale 16/2017 all'articolo 78 
 

Vi segnaliamo che la legge regionale 16/2017 all'articolo 78 ha
introdotto alcune nuove sanzioni collegate alla corretta manutenzione
e al controllo degli impianti termicI :

 La prima sanzione riguarda il RESPONSABILE DELL'IMPIANTO: se non
fornisce al manutentore o all'installatore tutti i dati necessari
(POD, PDR, dati catastali, ecc) per la completa compilazione e il
conseguente caricamentosul CIT (Catasto  Impianti Termici) del Libretto di Impianto e' passibile di una sanzione da euro 100 a euro 900.

 

 Si ricorda che il RESPONSABILE DELL'IMPIANTO e', normalmente,
l'occupante a qualunque titolo della unita' immobiliare nel caso di impianto autonomo o l'amministratore nel caso di impianto centralizzato.

 La seconda nuova sanzione introdotta , che varia da un minimo di euro 100 ad un massimo di euro 900, e' destinata all'installatore o al manutentore che non provvedono a caricare il Libretto di Impianto nel CIT entro i 60 giorni dalla realizzazione dell'impianto o dalla presa in carico di un impianto esistente.


 E' stata inserita anche una sanzione per la scorretta esecuzione e/oil mancato caricamento telematico del REE (Rapporto di controllodell'Efficienza Energetica) nel CIT entro i 60 giorni dalla suaredazione (documento cartaceo controfirmato dal responsabiledell'impianto). L'importo diquesta sanzione varia da un minimo euro 100 ad un massimo di euro 900.


 Ulteriore sanzione inserita - da euro 100 a euro 450 - riguarda l'omissione o il mancato rispetto dei termini previsti per le comunicazioni obbligatorie che il Terzo Responsabile deve effettuare alla Citta' Metropolitana o alla Provincia competente, ai sensi del dal DPR 74/2013 all'art.6, comma 5, in tema di:

 - delega ricevuta su un impianto termico (obbligo di comunicazione entro dieci giorni lavorativi);

 - revoca o rinuncia all'incarico (entro due giorni lavorativi);

 - decadenza per mancata rispondenza dell'impianto alle norme vigenti(entro due giorni lavorativi).

 Rimangono confermate le altre sanzioni previste nel quadro nazionale
di riferimento sulla materia.

 A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 2014 del decreto 10 febbraio 2014, sono stati resi disponibili gli strumenti che consentono la completa attuazione, da parte del cittadino, di quanto prescrive il  decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74 (di seguito: D.P.R. 74/2013) recante la definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua per usi igienici e sanitari.

 Al fine di fornire le risposte ai quesiti pervenuti da amministrazioni locali, imprese, installatori, manutentori e privati cittadini, si riportano le risposte alle domande più frequenti elaborate dal Misitero dello Sviluppo Economico.
 

 2.1)IMPIANTO TERMICO

 1. Gli ultimi cambiamenti nelle definizioni di “impianto termico” e “unità immobiliare” apportate dalla legge n. 90/2013 hanno generato alcuni dubbi e incertezze. Cosa si intende per “impianto termico”? Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e ss.mm.ii. (di seguito d.lgs. 192/2005) regolamenta la progettazione e la realizzazione dei nuovi edifici e degli impianti in essi installati, dei nuovi impianti installati in edifici esistenti nonché le opere di ristrutturazione degli edifici e degli impianti esistenti. Regolamenta infine l’esercizio, il controllo, la manutenzione e le ispezioni degli impianti termici e la certificazione energetica degli edifici.

 A tali fini assume particolare importanza la definizione di “impianto termico” che è connessa a tutta la materia regolamentata dal D.lgs. 192/05. L’ultima definizione di impianto termico, introdotta dalla legge n. 90/2013 che ha modificato il D.lgs 192/05 (art. 2, comma 1, l-tricies), recita: l-tricies "impianto termico": impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare e' maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.”

 Tenuto conto delle finalità del D.lgs 192/05, si ritiene che l’impianto termico debba essere costituito da apparecchi, dispositivi e sottosistemi installati in modo fisso caratterizzanti il sistema edificio/impianto, senza limiti di potenza. La definizione di impianto termico comprende anche l'insieme di più apparecchi a fiamma indipendenti tra loro, installati in modo fisso, al servizio della stessa unità immobiliare, qualora la somma delle loro potenze al focolare non sia inferiore a 5 kW.

 Non sono impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate. Tra le singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate sono da intendersi comprese anche: gli edifici residenziali monofamiliari.le singole unità immobiliari utilizzate come sedi di attività professionali (ad esempio studio medico o legale) o commerciale (ad esempio agenzia di assicurazioni) o associativa (ad esempio sindacato, patronato) che prevedono un uso di acqua calda sanitaria comparabile a quello tipico di una destinazione puramente residenziale.Sono assimilati agli impianti termici quegli impianti ad uso promiscuo nei quali la potenza utile dedicata alla climatizzazione degli ambienti sia superiore a quella dedicata alle esigenze tecnologiche e/o a fini produttivi, comprendenti anche la climatizzazione dei locali destinati ad ospitare apparecchi o sostanze che necessitano di temperature controllate.

 2.2)CONTROLLO E MANUTENZIONE AI FINI DELLA SICUREZZA

 2. Chi stabilisce quali sono gli interventi di controllo e manutenzione da effettuare sugli impianti termici e la relativa frequenza?

 Il responsabile dell’impianto termico  o per esso un terzo che ne assume la responsabilità, ai sensi dell’art. 7 del D.lgs 92/05 e s.m.i. e dell’art. 7 del D.P.R. 74/2013,  provvede affinché siano eseguite le operazioni di controllo e di manutenzione secondo le prescrizioni della normativa vigente. L'Allegato A al D.lgs. 92/05 definisce il responsabile dell'impianto termico come "l'occupante, a  qualsiasi titolo, in  caso  di  singole  unità  immobiliari  residenziali;  il proprietario, in caso di singole unità immobiliari residenziali  non locate; l'amministratore, in  caso  di  edifici  dotati  di  impianti termici centralizzati amministrati in condominio; il  proprietario  o l'amministratore  delegato  in  caso  di  edifici  di  proprietà  di soggetti diversi dalle persone fisiche". La predisposizione di istruzioni relative al controllo periodico degli impianti ai fini della sicurezza, con l'indicazione sia dei singoli controlli da effettuare che della loro frequenza, è compito dell'installatore, per i nuovi impianti, e del manutentore, per gli impianti esistenti, i quali devono tenere conto delle istruzioni fornite dai fabbricanti dei singoli apparecchi e componenti, ove disponibili. La vigente legislazione non contiene prescrizioni o indicazioni su modalità e frequenza dei controlli e degli eventuali interventi manutentivi sugli impianti di climatizzazione estiva e/o invernale né sui singoli apparecchi e componenti che li costituiscono. I modelli di rapporto di controllo di efficienza energetica, pur prevedendo alcuni controlli di sicurezza sull'impianto e sui relativi sottosistemi di generazione di calore o di freddo, non sono rapporti di controllo o manutenzione ai fini della sicurezza e pertanto non sono esaustivi in tal senso. Gli interventi di controllo e manutenzione devono essere eseguiti a regola d’arte, da  operatori abilitati a dette operazioni, nel rispetto della normativa vigente. L’operatore, al termine delle medesime operazioni, con la cadenza prevista dall’allegato del D.P.R. 74/2013, ha inoltre l’obbligo di effettuare un controllo di efficienza energetica i cui esiti vanno riportati sulle schede 11 e 12 del libretto di impianto e sul pertinente rapporto di controllo di efficienza energetica allegato al D.M. 10 febbraio 2014 da rilasciare al responsabile dell’impianto che ne sottoscrive copia per ricevuta e presa visione. Sui modelli di rapporto di controllo di efficienza energetica devono essere annotate, nel campo osservazioni, le manutenzioni effettuate, e nei campi raccomandazioni e prescrizioni quelle da effettuare per consentire l'utilizzo sicuro dell'impianto. Sullo stesso modello il manutentore riporterà la data prevista per il successivo intervento. 

3. In occasione degli interventi di controllo e manutenzione di cui all’art. 7 del DPR n.74/2013, quale documentazione deve essere rilasciata dal manutentore al responsabile dell’impianto?

 L’art. 7 del D.lgs 192/2005 e s.m.i. impone all’operatore, dopo aver eseguito a regola d’arte le operazioni di controllo e eventuale manutenzione, di redigere e sottoscrivere un rapporto di controllo tecnico conforme agli allegati F e G allo stesso decreto legislativo. Tali allegati sono stati sostituiti dal DM 10/02/2014 con i rapporti di efficienza energetica, tipo 1, 2, 3 e 4, pubblicati in allegato allo stesso DM. Pertanto i suddetti rapporti di efficienza energetica devono essere utilizzati come rapporto di controllo tecnico al termine delle operazioni di controllo ed eventuale manutenzione di cui all’art. 7 del DPR n. 74/2013. Sugli stessi rapporti di efficienza energetica il manutentore dichiara in forma scritta ai sensi del comma 4 lettera a) dell’art.7 del DPR n.74/2013 le operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l’impianto per garantire la sicurezza delle persone e delle cose nelle sezioni “raccomandazioni” e “prescrizioni”, e la relativa frequenza, ai sensi del comma 4 lettera b) dello stesso articolo, alla voce: ”si raccomanda un intervento manutentivo entro il ……..”. Per quanto riguarda l’esecuzione del controllo di efficienza energetica del sottosistema di generazione (che nel caso del rapporto di controllo di efficienza energetica tipo 1 si identifica con la misurazione in opera del rendimento di combustione), che negli allegati F e G non era previsto obbligatoriamente ad ogni compilazione del rapporto di controllo tecnico, si ritiene che, ferma restando obbligatoria tale esecuzione: in occasione degli interventi di cui all’art. 8 comma 3 del DPR n. 74/2013;con la periodicità di cui alla tabella dell’allegato A del DPR n. 74/2013, con contestuale invio all'indirizzo indicato dalla Regione o Provincia autonoma competente per territorio;nei restanti casi la scelta sia demandata alla professionalità del manutentore, previa valutazione dello stato del generatore.

 

2.3) LIBRETTO DI IMPIANTO

 4. Quando si compila il libretto di impianto, quale modello bisogna usare e chi compila questo documento?? Ai sensi del D.P.R. 74/2013, art. 7, c. 5 - gli impianti termici per la climatizzazione o produzione di acqua calda sanitaria devono essere muniti di un “Libretto di impianto per la climatizzazione”. Il modello da usare è quello previsto dal D.M. 10/02/2014 (G.U. n. 55 del 07/03/2104) che sostituisce i preesistenti modelli di “libretto di impianto” e “libretto di centrale” e comprende anche gli impianti di condizionamento, finora esenti da tale adempimento. Esso è stato concepito in modo modulare per tenere conto delle diverse possibilità di composizione dell’impianto termico. L’installatore, cui compete la prima compilazione del libretto per i nuovi impianti, o il responsabile dell’impianto, per gli impianti esistenti, provvede a compilare soltanto le schede pertinenti al caso e nel numero necessario a descrivere tutti i componenti dell’impianto termico. Per gli impianti esistenti la compilazione del nuovo libretto, a cura del responsabile dell’impianto, va fatta in occasione e con la gradualità dei controlli periodici di efficienza energetica previsti dal D.P.R. n. 74/2013 o di interventi su chiamata di manutentori o installatori. Con decreto del Ministro dello Sviluppo economico 20 giugno 2014, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 153 del 4 luglio 2014, è stata introdotta una proroga agli adempimenti di cui agli articoli 1 e 2 del DM 10 febbraio 2014. La proroga comporta di fatto che, a partire dal 15 ottobre 2014, a seguito di nuove installazioni di impianti termici o in occasione di controlli periodici di efficienza energetica previsti dal D.P.R. n. 74/2013 o degli interventi su chiamata di manutentori o installatori, sarà obbligatorio l’uso dei nuovi modelli di libretto introdotti con DM 10 febbraio 2014. Per ogni sistema edificio/impianto, di norma, va compilato un solo libretto di impianto in modo da stabilire un legame univoco tra edificio e codice di impianto che sarà attribuito dal catasto regionale degli impianti termici. Solo nel caso di impianti centralizzati nei quali l’impianto di climatizzazione invernale è distinto (impianti che in comune hanno soltanto il sistema di rilevazione delle temperature nei locali riscaldati e raffreddati) dall’impianto di climatizzazione estiva è possibile compilare due diversi libretti di impianto. Nel caso in cui uno dei servizi sia centralizzato (riscaldamento o raffrescamento) e all’altro, si provveda in modo autonomo,  vanno anche compilati i libretti degli impianti autonomi.

 5. Il DM 10 febbraio 2014 consente al responsabile dell’impianto di selezionare, fare compilare e aggiornare le sole schede del libretto pertinenti alla tipologia dell’impianto termico e, nel caso di successive aggiunte di componenti o apparecchi, di aggiornare il libretto mediante compilazione delle sole schede pertinenti agli interventi eseguiti. Nell'ottica di adattare ancora meglio il libretto all'effettiva composizione dell'impianto, è consentito, nel libretto in formato elettronico e, conseguentemente, nella copia conforme stampata su carta, aggiungere ulteriori campi nel caso di un numero di componenti maggiore di quelli riportati nella versione pubblicata in allegato al decreto, e/o eliminare parti di schede non pertinenti all'impianto, che, se lasciate non compilate, potrebbero essere interpretate come omissioni?

 La risposta è affermativa: se, ad esempio, sono presenti nell'impianto quattro vasi di espansione e due pompe di circolazione, è possibile inserire sotto le righe relative ai tre vasi di espansione VX1, VX2 e VX3 una quarta riga eguale alle preesistenti contrassegnandola con VX4, e duplicare la parte di scheda di cui al punto 6.4 creando un campo per la situazione iniziale e le eventuali successive sostituzioni per la seconda pompa di circolazione. Analogamente, se l'impianto non fornisce un servizio di climatizzazione estiva, o se questo è presente ma non necessita di un sistema di trattamento dell'acqua di raffreddamento, è possibile eliminare la parte 2.5 della scheda 2 che altrimenti, non compilata, darebbe adito a dubbi sulla completa compilazione del libretto (richiesta alla voce B del rapporto di controllo di efficienza energetica tipo 2).

2.4) TRATTAMENTO DELL’ACQUA DI RAFFREDDAMENTO DELL’IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE ESTIVA

 6. Nel nuovo modello del libretto di impianto nel riquadro 2.5, cosa si intende per “senza recupero termico”, “ a recupero termico parziale” e “ a recupero termico totale”?

 In relazione al punto 2.5 del nuovo libretto di impianto si precisa che: il termine "senza recupero termico" individua i circuiti con acqua a perdere;il termine "a recupero termico parziale" individua i circuiti  in cui l'acqua viene parzialmente riciclata (es. torri evaporative);il termine "a recupero termico totale " individua circuiti chiusi.

2.5) CONTROLLI DI EFFICIENZA ENERGETICA

 7. Quando e su quali impianti si eseguono i controlli di efficienza energetica? I controlli di efficienza energetica, si eseguono, ai sensi dell’art.8, comma 1 del D.P.R. 74/2103 “in occasione degli interventi di controllo ed eventuale manutenzione di cui all’articolo 7 su impianti termici di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale maggiore di 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW, si effettua un controllo di efficienza energetica riguardante

a) il sottosistema di generazione come definito nell’Allegato A del decreto legislativo  ; b) la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di regolazione della temperatura centrale e locale nei locali climatizzati                                          ;       c) la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di trattamento dell’acqua, dove previsti.”La cadenza da rispettare è quella dell’allegato A del D.P.R. 74/2013.

 L’art. 8, comma 3 del D.P.R. 74/2103, prevede che i controlli di efficienza energetica devono essere inoltre realizzati                                                                             :  a) all’atto della prima messa in esercizio dell’impianto, a cura dell’installatore               b) nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come per esempio il generatore di calore;                                                                              c) nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica. Per quanto riguarda le macchine frigorifere e/o pompe di calore, in accordo con la tabella dell’allegato A del D.P.R. 74/2013, si procede al controllo di efficienza energetica solo quando la potenza utile, in una delle modalità di utilizzo (climatizzazione invernale/estiva), è maggiore o uguale a 12 kW. Per quanto riguarda i limiti degli intervalli di potenza di cui alla nota  “1”  dell’allegato A del D.P.R. 74/2013 che recita “I limiti degli intervalli sono riferiti alla potenza utile nominale complessiva dei generatori o delle macchine frigorifere che servono lo stesso impianto”, si precisa che per “stesso impianto” si intende che la somma delle potenze va effettuata solo quando le macchine siano al servizio dello stesso sottosistema di distribuzione. Per i singoli apparecchi con potenza inferiore ai valori limite riportati sul suddetto allegato A non si compilano, pertanto, i rapporti di controllo di efficienza energetica.

 Circa i limiti delle potenze, (maggiore o uguale o semplicemente maggiore e segni adottati) citati nel comma 1 dell’art. 8 e nell’allegato A del D.P.R. 74/2013, vanno interpretati nel senso di “maggiore o uguale” in accordo con l’art. 9 del D.P.R. 74/2013 che stabilisce i limiti di potenza per gli accertamenti e le ispezioni. Non si possono, infatti, fare gli accertamenti e/o le ispezioni se non sono previsti i controlli di efficienza energetica.

 L'articolo 2, comma 2, del DM 10 febbraio 2014, prevede che “gli impianti termici alimentati esclusivamente con fonti rinnovabili” siano esclusi dai controlli di efficienza energetica di cui all'articolo 2, comma 1.

 Ai fini della applicazione del DM 10 febbraio 2014, la definizione di "impianti termici alimentati esclusivamente con fonti rinnovabili" resta valida anche in presenza di eventuali consumi elettrici degli ausiliari.

  tratto da http://www.casaeclima.com/ar_21823_ACADEMY-Impianti-Termomeccanici-faq-MISE-climatizzazione-estiva-climatizzazione-invernale-

 


4 ) Il riscaldamento elettrico  “portatile” Guida alle stufe elettriche 2017-2018

Sommario:

 
DIMENSIONAMENTO
RENDIMENTO.. 
TIPI di “stufe” elettriche. 
La stufa elettrica tradizionale. 
Il radiatore svedese. 
La stufa elettrica alogena. 
La stufa elettrica al quarzo. 
La stufa elettrica ad infrarossi 
condizionatori portatili  con pompa di calore. 
Considerazioni 
Conclusioni 7
 
Il riscaldamento elettrico  può non essere l’opzione ottimale  in termini economici, ma vi sono situazioni in cui non si ha scelta o lo si vuole utilizzare  per integrare l’impianto esistente.
La scelta oculata della stufa  può portare ad un notevole risparmio sia economico che energetico.

Ossia più risparmi più aiuti l’ambiente.

DIMENSIONAMENTO

Quando si acquista una stufa elettrica, occorre stimare quanto dev’essere potente per riscaldare l'ambiente nel quale ci serve, Ricordatevi  che le nostre pareti o infissi non sono dei perfetti isolanti termici, si ha una continua perdita di calore verso l’esterno. La diminuzione è tanto più veloce quanto maggiore è questa differenza di temperatura interno esterno  e tanto meno efficiente è il nostro involucro edilizio

Per effettuare il dimensionamento è necessario calcolare il totale dei metri cubi da scaldare, poi bisogna scegliere un coefficiente termico che indichi le calorie necessarie per metro cubo. Il coefficiente varia  fra i 20 kcal/mc e i  40 kcal/mc, (Si sceglie in funzione delle condizioni termiche dell’abitazione e del suo posizionamento geografico, ad esempio si può usare 40 per :  vecchia casa, non coibentata, esposta su più lati, in montagna )

Facciamo un  esempio: Per  calcolare il fabbisogno termico di una stanza in appartamento al secondo piano su cinque. Dimensioni : 4 metri per 4,soffitto alto 3 metri  in una città  della pianura padana, Isolamento termico medio.

Calcoleremo così il fabbisogno termico:
(superficie x h) x coefficiente termico = Kcal necessarie
(4x4 m x 3 m di altezza) x 25 Kcal/mq = Kcal 1200
Per trasformare questo valore in Kw utilizziamo la seguente formula:
Kcal/862 = kW   quindi 1440 Kcal/h/862 = 1.4 kW
N.B. questa metodologia di calcolo è estremamente semplificata per dimensionare in modo appropriato un impianto vi serve l’intervento di un ingegnere termotecnico o di un certificatore energetico.

Un altro metodo è quello di controllare la scheda tecnica della stufa. Lì, spesso,  vengono indicati il numero di metri quadri riscaldabili con quel prodotto. (Nota: anche quel calcolo è estremamente semplificato, come possono calcolare quanto calore vi serve se non sanno dove abitate? Pensate a che differenza fra una casa la mare e una in alta montagna.)
 

RENDIMENTO

Per scegliere una stufa elettrica occorre considerare, oltre alla spesa d’acquisto, anche i consumi.

A un estremo del campo dei rendimenti abbiamo la  stufa elettrica tradizionale  che converte integralmente l’energia elettrica in calore ossia per immettere 1 kWh termico (calore) necessita di 1 kWh elettrico.(costo circa 17-22 Cent per kW/h).

Nel mezzo abbiamo  le stufe elettriche a basso consumo (Alogene , al quarzo, Infrarossi svedesi ecc).

Al lato opposto abbiamo la pompa di calore che per produrre 1 kWh termico non necessita di 1 kWh elettrico ma molto meno.. Una buona pompa di calore riesce a immettere nell’ambiente da riscaldare anche il 350% dell’energia elettrica che consuma. Quindi per 1kWh termico sarà necessario consumare soltanto circa 0,3 kWh elettrici. (costo di soli 5-8 Cent/kWh) .

La POMPA DI CALORE in pratica permette di acquisire  calore dall’ambiente esterno per cederlo, durante il processo di riscaldamento all'ambiente in cui è installato.
Il processo  si basa su un fluido refrigerante, che attraversa la valvola di laminazione che  divide il liquido tra l'aria a bassa pressione. Questo flusso viene mandato nell’evaporatore che con l'aiuto di un apposito accumulatore comprime il gas innalzandone la sua temperatura. Il vapore caldo a questo punto giunge nel condensatore, liquefacendosi e rilasciando calore pronto a essere immerso nell'ambiente.
L’efficienza energetica ottenibile tipicamente è  pari a 3 volte di più rispetto a quella garantita da altri sistemi similari come stufette elettriche.
 

TIPI di “stufe” elettriche



In questo capitolo  analizzeremo le varie tipologie di stufette indicando la percentuale di rendimento ossia  quanta elettricità consumano in meno rispetto alla stufetta tradizionale  pur riuscendo a generare la stessa quantità di calore.


Nota ovviamente il risparmio teorico è un valore approssimativo, ogni macchina ha le sue caratteristiche tecniche , verificate accuratamente prima di acquistare.

La stufa elettrica tradizionale

  



Il calore, in questa tipologia di stufette, viene trasmesso all’ambiente per convezione, i conduttori vengono percorsi da corrente, si scaldano e, di conseguenza, aumentano la temperatura dell’ambiente in cui sono posizionati.  hanno il vantaggio di riscaldare in fretta l'ambiente. Inoltre, tendono a riscaldare molto solo le zone più vicine alla fonte di calore e l'aria calda tende a salire in alto, ( COSTO  variabile tra i 15 e 400 €  Consumano in genere tra gli 800 e i 3000 Watt)
 
Il radiatore svedese (stufa elettrica tradizionale a basso consumo)

 
 termoconvettore elettrico a basso consumo, costituito da un’innovativa resistenza ceramica contenuta all’interno di un dissipatore in alluminio all’interno del radiatore stesso. Per effetto camino l’aria calda sale all’interno del radiatore stesso ed esce nell’ambiente esterno aspirando aria fredda dal basso.
A differenza di tutti i prodotti sul mercato, l’elemento riscaldante all’interno ha una superficie di scambio fino a tre volte maggiore e funziona a bassa temperatura (massimo 80°).
( COSTO  variabile tra i 200 e 300 €  Consumano in genere tra gli 300 e i 1500 Watt riduzione dei costi di circa il 30-40% rispetto alla stufetta tradizionale)
 

La stufa elettrica alogena


 
Indicate per piccoli ambienti e distanze limitate a causa della loro capacità di riscaldamento non elevata,  funzionano grazie al calore emesso da 3 o 4 lampade alogene di 400-450 W di potenza ciascuna (di basso consumo energetico se confrontate con una lampada al quarzo o una resistenza elettrica classica), per una potenza massima assorbita che va da 1200 (3 lampade) a 1800 W (4 lampade da 450 W). Potendo scegliere di accendere solo una lampada da 450-450 W, il consumo di energia elettrica può essere mantenuto più basso rispetto alle stufe elettriche tradizionali, che consumano in genere minimo 1000 W. Inoltre riscaldano sia per irraggiamento che per convezione, garantendo un discreto tepore nelle immediate vicinanze consentendo minori consumi di energia elettrica perché non è più necessario riscaldare tutto il volume d’aria contenuto all’interno della stanza
 (COSTO range variabile tra i 20 e 300 € riduzione dei costi di circa il 40-45% rispetto alla stufetta tradizionale)

La stufa elettrica al quarzo 

 Le stufe elettriche al quarzo  sono dotate di due o tre lampade al quarzo, che scaldano come quelle alogene ma consumano di più. Il consumo medio delle stufe al quarzo è di 800 W, distribuiti su due livelli di calore, ma vi sono anche modelli più potenti, ad es. da 1.500 W, con più livelli di calore selezionabili attraverso pulsanti o manopole. Il riscaldamento avviene soprattutto per irraggiamento, ma anche per convezione, partendo dal basso verso l'alto. Sono adatte per riscaldare volumi fino a 20 mc, cioè per una stanza fino a 6 mq, o come integrazione ad altri sistemi di riscaldamento, magari poste vicino alle gambe. Si noti che le stufe al quarzo non sono dotate di termostato ambiente, per cui continuano a propagare calore indipendentemente dal raggiungimento della temperatura. Alcuni modelli hanno anche una ventola aggiuntiva posta dietro le resistenze al quarzo che spingono l'aria calda verso l'esterno garantendo una migliore distribuzione. 
(COSTO range variabile tra i 20 e 300 € riduzione dei costi di circa il 20% rispetto alla stufetta tradizionale)

La stufa elettrica ad infrarossi

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Le stufe a infrarossi emettono ben il 96% del calore - da confrontarsi con il 50% delle stufe elettriche tradizionali - sotto forma di radiazioni che attraversano l'aria senza smuoverla o riscaldarla, come avviene invece con i termosifoni. Perciò, si sente una piacevole sensazione di calore.
 Il riscaldamento a infrarossi può essere usato per una singola stanza o per l'intera casa. Infatti, i raggi infrarossi non creano problemi alla salute e sono un'ottimo sistema di riscaldamento autonomo.. Di modelli di stufe a infrarossi ne esistono moltissimi: da quelle attaccabili al muro come se fossero dei quadri, e che irradiano così uno o più stanze, alle stufe più grandi e portatili perché hanno le ruote. 
In genere con il riscaldamento ad infrarossi si consiglia di utilizzare tra i 50watt e i 100 watt di potenza per metro quadro(nel caso di ambiente ben isolato, il fabbisogno sarà più vicino ai 50 watt. Tipicamente una stufa ad infrarossi avente solo il 40% delle dimensioni di un radiatore  a convenzione tradizionale , ossia una stufa a convenzione da 1kw produrrà lo stesso livello di confort di un pannello radiante a infrarossi da 400 w
(COSTO range variabile tra i 20 e 300 € riduzione dei costi di circa il 50% rispetto alla stufetta tradizionale)
 

 Condizionatori portatili  con pompa di calore

 condizionatore

 
Sono modelli monoblocco  pensati per chi vuole un condizionatore dalle dimensioni piuttosto ridotte e semplici da spostare.
Producono sia aria calda che raffrescano l’ambiente d’estate
Se privo di tubo, il flessibile del condizionatore ha necessità di essere posizionato in prossimità di una finestra semi aperta che può essere facilmente isolata grazie ad appositi paraspifferi per evitare la dispersione termica       
                           .
Il rendimento di qualsiasi impianto di climatizzazione risulta inversamente proporzionale alla differenza di temperatura fra l'ambiente interno ed esterno: in altre parole, maggiore è il salto termico fra la fonte di calore e l'ambiente in cui il calore deve essere trasportato e minore è il rendimento del sistema. Per tale motivo, le pompe di calore che usano sorgenti a temperature relativamente costanti (è il caso delle pompe di calore geotermiche, che sfruttano i circa 10 °C di temperatura del terreno, quasi costanti durante l'anno) sono in genere più efficienti rispetto alle pompe di calore che usano sorgenti di temperatura estremamente variabile, come l'aria (tuttavia temperature esterne inferiori allo zero in Italia si verificano per brevi periodi all'anno, per cui il calo di rendimento è compensato dall'aumento dello stesso nella mezza stagione).

IL COP DELLE POMPE DI CALORE ELETTRICHE    ( rendimento)

Le pompe di calore elettriche hanno un COP i cui valori sono compresi grosso modo fra 3 e 5. Ad es., un COP pari a 3,5 significa che per ogni kWh elettrico consumato dalla macchina per riscaldare ottengo 3,5 kWh termici).

 ( il costo energetico mensile di un condizionatore di classe A si aggira mediamente sui €15 mensili, range prezzo da 400 euro a 1000 euro)
 
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Considerazioni

  • Indipendentemente dal modello scelto, le stufe tendono a essere piuttosto esigenti in termini di richiesta energetica, perciò scegliete un apparecchio “intelligente” che permetta di evitare sprechi. (ad es uno dotato di termostato.)
  •  Qualora si decida di collocarli in bagno o comunque in un ambiente dove potrebbero venire a contatto con l’acqua, è meglio optare per un prodotto realizzato seguendo i dettami dello standard IP, ovvero quello che indica il livello di protezione da schizzi o contatto con i liquidi.
  • Ricordiamo che il bonus elettrodomestici (50%)spetta ai soli contribuenti che acquistano nuovi arredi ed elettrodomestici a seguito di lavori di ristrutturazione edlizia iniziati dal 1° gennaio 2016 in poi, per i quali spetta una detrazione Irpef pari al 50% sugli acquisiti di cucine, forni, frigoriferi, lavastoviglie, ecc. purché efficienti energicamente e di classe superiore alla A+ mentre per i forni basta la classe A e pompe di calore.
In linea generale sono tutti elettrodomestici bianchi, e quindi detraibili, gli apparecchi inclusi nella lista dell’allegato alla direttiva 2002/95/CE sui RAEE, recepita nell’ordinamento italiano con il d.lgs. 151/2005:
– Stufe elettriche
– Piastre riscaldanti elettriche
– Apparecchi elettrici di riscaldamento
– Radiatori elettrici
– Altri grandi elettrodomestici utilizzati per riscaldare stanze, letti e mobili per sedersi
– Ventilatori elettrici
– Apparecchi per il condizionamento
– Altre apparecchiature per la ventilazione, l’estrazione d’aria e il condizionamento
 

Conclusioni

 
Per scegliere la stufa migliore bisogna:
  1. Stimare quanto dev’essere potente  per riscaldare l'ambiente nel quale ci serve.
  2. Quanto spesso la dobbiamo utilizzare
  3. Il costo dell’acquisto e utilizzo

 
 
Ritornando al nostro esempio (di pag 1) in cui  volevamo scaldare una stanza di 16 mq. Avevamo calcolato che ci serviva 1.4 kWh termici (calore) per ora.

Ho fatto una semplice ricerca su internet ( siti di confronto prezzi ) scegliendo modelli economici ma funzionali  che avessero una potenza almeno pari a quella calcolata, uno per ogni tipologia  che abbiamo visto prima. I prezzi variano fra 20 e 600 euro.

Ipotizziamo che riscalderemo  6 ore al giorno, per 120 giorni (120 giorni=4 mesi circa)
Quindi  ci serviranno 8568 kW  termici  (1.4x 6x120=8568 kW anno)

Quindi dobbiamo considerare il costo d’acquisto e quanto ci costerà in corrente elettrica ( per l’esempio ho fissato il costo di un kW di corrente elettrica pari a 0.18 euro)
Per avere una distribuzione più uniforme del calore in alcuni casi ho previsto di comperare 2 stufette ( solo per quelle più piccole ed economiche)


 tabella_3


 

Se confrontiamo i costi in un anno  ( acquisto della stufa  più la bolletta per la corrente) l’opzione migliore è senz’altro la stufa ad infrarossi.
Costa relativamente poco e hai dei buoni rendimenti ,confrontandola con la stufetta tradizionale, spendendo  45 euro in più ne risparmiamo quasi 800!!
Però se consideriamo il nostro investimento su un periodo di 5 anni l’opzione migliore è senz’altro il condizionatore, Risparmieremmo 5000 euro!!
Quello che sicuramente emerge da quest’analisi è che il riscaldamento elettrico, almeno al momento, non è la metodologia più economica per riscaldarsi a meno di non installare un impianto fotovoltaico .
Ricordati:  più risparmi più aiuti l’ambiente
 

 
 

 


 


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4 )Bonus ristrutturazioni 2018: lista di tutti gli interventi

ammessi alla detrazione

 

La lista è tratta dalla guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a Febbraio 2017 e va intesa in senso esemplificativo. Inoltre, per ogni intervento va comunque verificata la conformità alle normative edilizie locali.
Questa checklist completa di tutti gli  interventi ammissibili a fruire della detrazione Irpef prevista per le ristrutturazioni e interventi di risparmio energetico e prorogata dalla Legge di Bilancio 2017.

NOTA BENE LA DETRAZIONE VARIA DAL 50 AL 75% IN  RELAZIONE ALLA CASISTICA/NORMATIVA

Interventi sulle singole unità abitative  
   
Interventi Modalità
Accorpamenti di locali o di altre unità immobiliari Spostamento di alcuni locali da una unità immobiliare ad altra o anche unione di due unità immobiliari con opere esterne
Allargamento porte Con demolizioni di modesta entità, realizzazione di chiusure o aperture interne che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e dell’edificio
Allargamento porte e finestre esterne Con demolizioni di modeste proporzioni di muratura
Allarme finestre esterne Installazione, sostituzione dell’impianto o riparazione con innovazioni
Ampliamento con formazione di volumi tecnici Demolizione e/o costruzione (scale, vano ascensore, locale caldaia, ecc.) con opere interne ed esterne
Apertura interna Apertura vano porta per unire due unità immobiliari o altri locali con opere interne o apertura sul pianerottolo interno
Ascensore Nuova installazione o sostituzione di quello preesistente (esterno o interno) con altro avente caratteri essenziali diversi, oppure per adeguamento L. n. 13/1989
Balconi Rifacimento con altro avente caratteri diversi (materiali, finiture e colori) da quelli preesistenti e nuova costruzione
Barriere architettoniche Eliminazione
Box auto Nuova costruzione
(detraibile, purchè reso pertinenziale di una unità immobiliare)
Cablatura degli edifici Opere finalizzate alla clabatura degli edifici, a condizione che interconnettano tutte le unità immobiliari residenziali
Caldaia Sostituzione o riparazione con innovazioni
Caloriferi e condizionatori Sostituzione con altri anche di diverso tipo e riparazione o installazione di singoli elementi
(detraibile nelle singole unità immobiliari se si tratta di opere finalizzate al risparmio energetico)
Installazione di macchinari esterni
Cancelli esterni Nuova realizzazione o sostituzione con altri aventi caratteristiche diverse (materiali, dimensioni e colori) da quelle preesistenti
Canna fumaria Nuova costruzione interna o esterna o rifacimento modificando i caratteri preesistenti
Cantine Effettuazione di suddivisioni interne con demolizioni e ricostruzioni tavolati
Opere esterne con modifiche delle caratteristiche delle pareti, porte e finestre
Centrale idrica Riparazioni varie con modifiche distributive interne o esterne
Nuova costruzione (volume tecnico) nell’ambito di un’operazione di manutenzione straordinaria, di un restauro o di una ristrutturazione
Centrale termica Riparazioni varie interne ed esterne, conservando le caratteristiche (materiali, sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti (opere murarie)
Con modifiche distributive interne
Con modifiche esterne (sagoma, materiali e colori nuova costruzione volume tecnico) nell’ambito di un’operazione di manutenzione straordinaria, di un restauro o di una ristrutturazione
Citofoni, videocitofoni e telecamere Sostituzione o nuova installazione con le opere murarie occorrenti
Contenimento dell’inquinamento acustico Opere finalizzate al contenimento realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette
(detraibile, purchè sia certificato il raggiungimento degli standard di legge)
Cornicioni Nuova formazione o rifacimento con caratteristiche diverse da quelle preesistenti
Davanzali finestre e balconi Nuova realizzazione o sostituzione di quelli preesistenti con altri aventi caratteristiche diverse (materiali, finiture e colori)
Facciata Rifacimento, anche parziale, modificando materiali e/o colori (o anche solo i colori)
Finestra Nuova apertura o modifica di quelle preesistenti
Sostituzione con finestre di sagoma, materiale e colori diversi
Fognatura Nuova costruzione o rifacimento con dimensioni e/o percorso diversi da quello preesistente, con opere interne o esterne (dal limite della proprietà fino alla fognatura pubblica)
Garage Riparazioni varie e sostituzioni di parti con caratteristiche diverse da quelle preesistenti
Nuova costruzione
(detraibile, se reso pertinenziale ad una unità immobiliare)
Gradine scale Sostituzione gradini interni e esterni, modificando la forma, le dimensioni di materiali preesistenti
Grondaie Nuova installazione o sostituzione con modifiche della situazione preesistente
Impianto di riscaldamento autonomo interno (purchè conforme al D.M. n. 37/2008 – ex legge n. 46/1990) Nuovo impianto, senza opere edilizie
Nuova impianto con opere edilizie esterne (canna fumaria e/o altre opere interne o esterne) per riscaldamento o ventilazione
Riparazioni con ammodernamenti e/o innovazioni
Impianto elettrico Sostituzione dell’impianto o integrazione per messa a norma
Impianto idraulico Sostituzione o riparazione con innovazioni rispetto al preesistente
Inferriata fissa Sostituzione con innovazioni rispetto alla situazione preesistente
Nuova installazione con o senza opere esterne
Infissi esterni Nuova installazione o sostituzione con altri aventi sagoma, materiali o colori diversi (sole se riguarda l’intera facciata)
Interruttore differenziale Sostituzione o riparazione con innovazioni
Intonaci esterni facciata Intonaci e tinteggiatura esterna con modifiche a materiali e/o colori
Lastrico solare Rifacimento con materiali diversi rispetto a quelli preesistenti
Locale caldaia Riparazioni murarie varie con modifiche rispetto alla situazione preesistente
Nuova formazione (volume tecnico) o esecuzione di interventi esterni che modificano materiali-finiture-colori
Lucernari Nuova formazione o sostituzione con altri aventi caratteri (sagoma e colori) diversi da quelli preesistenti
Mansarda Modifiche interne ed esterne con opere edilizie, senza modificarne la destinazione d’uso
Marciapiede Nuova realizzazione su suolo privato
Messa a norma degli edifici Interventi di messa a norma degli edifici (detraibile, purchè compresa nelle categorie di cui all’art. 1, L. n. 449/1997 e siano presentate le certificazioni di legge)
Montacarichi Nuova installazione e sostituzione di quello preesistente con altro avente caratteristiche (materiali e colori) diverse da quelle preesistenti
Muri di cinta Realizzazione e sostituzione con modificazioni rispetto alla situazione preesistente
Muri esterni di contenimento Nuova costruzione, demolizione e ricostruzione in altra parte esterna o nello stesso luogo, ma modificando dimensioni, sagoma, materiali e colori
Muri interni Nuova costruzione o demolizione e ricostruzione in altra parte interna
Parapetti e balconi Rifacimento o sostituzione con altri eventi caratteri diversi da quelli preesistenti
Parete esterna Rifacimento anche parziale modificando materiali e colori (o anche solo i colori)
Parete interna Nuova costruzione, demolizione e ricostruzione in altra parte interna
Pavimentazione esterna Nuova pavimentazione o sostituzione della preesistente modificando la superficie e i materiali
Pensilina protezione autovetture Sostituzione di quella preesistente con altra avente caratteristiche (materiali e colori) diverse da quelle preesistenti
Persiana Nuova installazione o sostituzione con altra avente sagoma, materiale e colori diversi
Pianerottolo Riparazione struttura con dimensioni e materiali diversi da quelli preesistenti
Piscina Rifacimento modificando caratteri preesistenti
Porta blindata esterna Nuova installazione o sostituzione con altre aventi sagoma o colori diversi
Porta blindata interna Nuova installazione
Porta-finestra Nuova installazione o sostituzione con altra avente sagoma e colori diversi
Trasformazione da finestra a porta finestra
Porte esterne Nuova installazione o sostituzione con altre aventi sagome o colori diversi e viceversa
Recinzioni Realizzazione di nuova recinzione o sostituzione di quella preesistente con altra avente caratteristiche diverse
Ricostruzione Demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente
Risparmio energetico Opere finalizzate al risparmio energetico, realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette
(detraibile, purchè sia certificato il raggiungimento degli standard di legge)
Sanitari Sostituzione di impianti (la sostituzione degli apparecchi sanitari è detraibile solo se integrata o correlata a interventi maggiori per i quali spetta l’agevolazione)
Realizzazione di servizio igienico interno
Saracinesca Nuova installazione di qualsiasi tipo o sostituzione di quella preesistente con innovazioni
Scala esterna Nuova installazione, rifacimento e sostituzione con altra di caratteri (pendenza, posizione, dimensioni materiali e colori) diversi dai preesistenti
Scala interna Nuova installazione, rifacimento e sostituzione con altra, modificando pendenza e posizione rispetto a quella preesistente
Serramenti esterni Nuova installazione o sostituzione con altri aventi finiture e colori diversi dai precedenti
Sicurezza statica Opere finalizzate alla sicurezza statica ed antisismica
Solaio Sostituzione dei solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti
Sostituzione di solai interpiano senza modifica delle quote
Adeguamento dell’altezza dei solai
Soppalco Innovazioni rispetto alla struttura preesistente o nuova costruzione
Sottotetto Riparazione modificando la posizione preesistente; sostituzione apparecchi sanitari, innovazioni con caratteristiche diverse da quelle preesistenti
Modifiche interne ed esterne con varie opere edilizie senza modificarne la destinazione d’uso
Formazione di una unità immobiliare abitabile nel sottotetto mediante l’esecuzione di opere edilizie varie
(detraibile, purchè già compreso nel volume)
Strada asfaltata privata Per accesso alla proprietà
Tegole Sostituzione con altre di materiale e/o forma diverse da quelle preesistenti
Terrazzi Rifacimento completo con caratteristiche diverse da quelle preesistenti (dimensioni o piano)
Tetto Sostituzione dell’intera copertura
Modifica della pendenza delle falde con o senza aumento di volume
Tinteggiatura esterna Rifacimento modificando materiali e/o colori
Travi (tetto) Sostituzioni con modifiche
Sostituzione totale per formazione nuovo tetto
Veranda Innovazioni rispetto alla situazione precedente
Nuova costruzione con demolizione del muro che dà sul balcone creando aumento di superficie lorda di pavimento
Trasformazione di balcone in veranda
Vespaio Rifacimento
Zoccolo esterno facciata Sostituzione con altro avente caratteri essenziali diversi
   
Interventi sulle parti condominiali  
   
Interventi Modalità
Aerosabbiatura Su facciata
Allargamento porte interne Con demolizioni di modesta entità
Allarme (impianto) Riparazione senza innovazioni
Riparazione con sostituzione di alcuni elementi
Androne Rifacimento conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti
Antenna Antenna comune in sostituzione delle antenne private
Balconi Riparazioni parti murarie (frontalini, cielo), sostituzione di parapetti e ringhiere conservando caratteristiche (materiali, sagome e colori) uguali
Box Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni uguali a quelle preesistenti
Caldaia Riparazioni senza innovazioni
Riparazioni con sostituzione di alcuni elementi
Caloriferi e condizionatori Sostituzione con altri anche di diverso tipo e riparazione o installazione di singoli elementi
Cancelli esterni Riparazione o sostituzione cancelli o portoni, conservando caratteristiche (sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Canna fumaria Riparazione o rifacimento, interno ed esterno conservando caratteristiche (materiali, sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Cantine Riparazione conservando caratteristiche (materiali e colori) uguali a quelle preesistenti
Centrale idrica Riparazioni varie interne ed esterne, conservando caratteristiche (materiali, sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Centrale termica Riparazioni varie interne ed esterne, conservando caratteristiche (materiali, sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Cornicioni Rifacimento o sostituzione conservando i caratteri essenziali preesistenti (materiali, dimensioni)
Davanzali finestre e balconi Riparazione o sostituzione conservando i caratteri essenziali preesistenti
Facciata Piccola apertura per sfiatatoio gas, rifacimento, anche completo, con materiali e colori uguali a quelli preesistenti
Finestra Sostituzione senza modifica della tipologia di infissi
Fognatura Riparazione o sostituzione della canalizzazione fognaria, fino al limite della proprietà del fabbricato
Garage Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni uguali a quelle preesistenti
Gradini scale Sostituzione con gradini uguali a quelli preesistenti, interni ed esterni
Grondaie Riparazione o sostituzione senza modifiche della situazione preesistente
Impianto di riscaldamento (purchè conforme al D.M. n. 37/2008 – ex L. n. 46/1990) Riparazione dell’impianto senza innovazioni, riparazione con ammodernamenti e/o innovazioni
Impianto elettrico Sostituzione dell’impianto o integrazione per messa a norma
Impianto idraulico Riparazione senza innovazioni o sostituzioni
Inferriata fissa Sostituzione di quelle preesistenti senza modificare la sagoma e/o colori
Infissi esterni Riparazione o sostituzione, conservando la sagoma, i materiali e i colori uguali a quelli preesistenti
Infissi interni Sostituzione con altri infissi conservando le caratteristiche preesistenti
Interruttore differenziale Riparazione senza innovazioni o riparazione con sostituzione di alcuni elementi
Intonaci esterni facciata Intonaci e tinteggiatura esterna conservando materiali e colori uguali a quelli preesistenti
Intonaci interni Intonaci e tinteggiatura interna senza limitazioni di materiale e colori
Lastrico solare Rifacimento conservando materiali uguali a quelli preesistenti
Locale caldaia Riparazioni murarie varie conservando le suddivisioni interne preesistenti
Lucernari Sostituzione con altri aventi gli stessi caratteri (sagoma e colori) di quelli preesistenti
Marciapiede su suolo privato Rifacimento come preesistente
Montacarichi (interni ed esterni) Riparazione conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti
Muri di cinta Riparazione conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti
Muri esterni di contenimento Riparazione o rifacimento con materiali e sagoma uguali a quelli preesistenti
Muri interni Riparazione o rifacimento conservando la stessa posizione, anche con materiali diversi
Parapetti e balconi Riparazione o rinforzo della struttura conservando caratteri uguali a quelli preesistenti
Parcheggi Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni uguali a quelle preesistenti
Parete esterna Rifacimento, anche completo, con materiali e colori uguali a quelli preesistenti
Parete interna Riparazione o rifacimento conservando la stessa posizione, anche con materiali diversi
Pavimentazione esterna Rifacimento con dimensioni e materiali uguali a quelli preesistenti
Pavimentazione interna Riparazioni senza innovazioni
Pensilina protezione autovetture Rifacimento conservando sagoma e colori preesistenti
Persiana Sostituzione conservando le caratteristiche preesistenti (sagoma e colori)
Pianerottolo Riparazione struttura conservando dimensioni e materiali uguali a quelli preesistenti (interno ed esterno)
Piscina Riparazione e rinforzo di strutture, conservando le caratteristiche (materiali, sagoma e colori) preesistenti
Porta blindata esterna Sostituzione conservando sagome e colori preesistenti
Porta-finestra Sostituzione con altra avente gli stessi caratteri essenziali
Porte esterne Sostituzione conservando sagome e colori preesistenti
Porte interne Riparazione, conservando materiali, colori, dimensioni
Recinzioni Riparazione e sostituzione conservando caratteristiche (sagoma, materiali e colori) preesistenti
Sanitari Riparazione apparecchi sanitari e opere edilizie varie (tubazioni, piastrelle, ecc.)
Saracinesca Sostituzione con altra, purchè vengano conservati dimensioni e colori uguali a quelli preesistenti
Scala esterna Riparazione conservando pendenza, posizione, sagoma, colori e materiali uguali ai preesistenti
Scala interna Riparazione e sostituzione conservando pendenza sagoma e posizioni preesistenti
Serramenti esterni Sostituzione con altri aventi le stesse caratteristiche
Serramenti interni Riparazioni, conservando materiali caratteristiche e colori preesistenti
Solaio Sostituzione dei solai di copertura con materiali uguali a quelli preesistenti
Tegole Sostituzione con altre uguali a quelle preesistenti
Terrazzi Riparazione delle pavimentazioni, rifacimento o sostituzione conservando le caratteristiche preesistenti (dimensioni e piano)
Tetto Riparazione con sostituzione di parte della struttura e dei materiali di copertura, conservando le caratteristiche preesistenti
Tinteggiatura esterna Rifacimento conservando materiali e colori preesistenti
Tinteggiatura interna Rifacimento senza limitazioni per materiali e colori
Tramezzi Sostituzione tramezzi interni, senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare
Travi (tetto) Sostituzione con altre aventi materiali, dimensioni e posizione uguali a quelle preesistenti
Veranda Rifacimento parziale conservando i caratteri essenziali
Zoccolo esterno facciata Rifacimento conservando i caratteri essenziali

 

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3) Come si calcolano le prestazioni degli isolanti termoriflettenti?

 L'’isolamento di una copertura esistente dall’interno offre eccellenti risultati con spessori molto contenuti

La normativa di riferimento per stabilire le prestazioni di isolamento termico dei materiali isolanti termoriflettenti è la norma UNI EN 16012 del 01/03/2012, che descrive un insieme di procedure per utilizzare metodi di prova o di calcolo, definiti in norme CEN o ISO già esistenti, per determinare la prestazione termica di prodotti isolanti riflettenti.

La norma si applica a tutti i prodotti isolanti che devono una parte delle loro proprietà termiche alla presenza di una o più superfici riflettenti o basso-emissive e ad eventuali intercapedini d’aria associate.

Differenze. Ovviamente non tutti i termoriflettenti hanno le medesime prestazioni. Alcuni materiali hanno anche un coefficiente di diffusione del vapore µ variabile. Infatti sono provvisti di micro fori passanti che se lasciati aperti gli conferiscono un coefficiente µ pari a 1.700 e che se invece vengono chiusi, con del semplice nastro adesivo in alluminio, li rendono delle perfette barriere al vapore. Dalla verifica termo igrometrica della struttura, in base alla zona climatica e alla concentrazione di vapore dell’ambiente è poi il termotecnico che stabilisce se lasciare aperti o meno i fori. E’ da evidenziare il fatto che in ambienti con classe di concentrazione elevata, è spesso necessario e fondamentale prevedere una barriera al vapore nella parte calda della struttura, quindi verso l’interno, per impedire che l’aria calda dai locali interni possa penetrare nel materiale isolante o nella struttura; se ciò dovesse accadere si raffredderebbe formando condense.

MONTAGGIO. L’isolante viene montato tra listelli di legno fissati alla struttura esistente e la finitura di cartongesso. Vengono così ottimizzati i centimetri di aria che si creano tra l’isolante termoriflettente e le lastre di cartongesso tramite la struttura di sostegno delle lastre. Questo spazio, che normalmente verrebbe “perso” o utilizzato solo per il passaggio degli impianti, contribuisce invece in maniera determinante all’isolamento termico della struttura permettendo così un considerevole recupero di spessore.

Le due camere d’aria che si creano con interposto il termoriflettente mostrano infatti elevati valori di isolamento e, con un incidenza fino al 50% sul valore totale di resistenza termica, sono fondamentali per la resa del “sistema isolante” aria - termoriflettente - aria. Il valore di resistenza termica delle camere d’aria, varia sensibilmente in base all’emissività dei materiali adiacenti alla camera.

CALCOLO. Prendiamo un isolante termoriflettente multistrato esistente in commercio che offre un’emissività, testata in accordo alla norma UNI EN 16012, pari a 0.02, quindi ha una bassissima attitudine ad emettere energia sotto forma di irraggiamento. Conferisce perciò, ad un’intercapedine d’aria di spessore 20 mm, una resistenza termica fino a 0,739 m²K/W che è ben 4 volte superiore al potere isolante della stessa camera d’aria ad esempio tra due mattoni o tra un isolante tradizionale e il cartongesso.

Tali valori sono calcolabili sia in accordo alla norma UNI EN 16012, sia alla UNI EN 6946 e verificabili con diversi programmi di calcolo tipo il PAN di ANIT (associazione nazionale per l’isolamento termico e acustico).

 
 


































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